Non ho parole sulla Binetti..
Comunque ne stanno parlando a Matrix.
Omofobia, affossata la legge Il Pdl la blocca, polemiche nel Pd - cronaca - Repubblica.it
Maggioranza e l'Udc fanno decadere il provvedimento che chiedeva maggiori protezioni
Salta la mediazione, accuse reciproche ed è polemica anche nel nel Pd
Omofobia, affossata la legge
Il Pdl la blocca, polemiche nel Pd
La Binetti vota con la maggioranza. Franceschini minaccia l'espulsione: "C'è un problema di permanenza"
Nove deputati, ex Alleanza Nazionale, votano contro. Farefuturo: "Occasione persa"
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ROMA - Dopo mesi di confronti e discussioni la "legge Concia" sull'omofobia è stata affossata alla Camera. La maggioranza ha votato l'incostituzionalità del provvedimento dopo essere stata sconfitta sul tentativo di rinviare tutto in Commissione. La pregiudiziale di incostituzionalità, sollevata dall'Udc, ha ricevuto 285 voti favorevoli, 222 contrari e 13 astenuti. Decisione che ha aperto una scia di polemiche tra maggioranza e opposizione, ma anche nello stesso Pd.
Questa la successione dei fatti. Otto deputati del Pdl, in un testo congiunto, avevano espresso la loro disapprovazione per il testo, che vorrebbe introdurre l'aggravante della discriminazione sessuale per le aggressioni personali. Lega, Pdl e Udc avevano chiesto che il testo tornasse in commissione per una serie di "limature". Ma la proposta non ha ottenuto la maggioranza alla Camera, che prosegue così l'esame del provvedimento. Contro il rinvio in Commissione giustizia hanno votato non solo i deputati di Pd e Idv, ma anche numerosi deputati del Pdl.
Poi la svolta. A sorpresa. La Camera boccia e la Concia ne ha per tutti: per il Pdl, che "ha detto bugie", ma anche per il suo gruppo, che "senza avvertirmi ha cambiato idea e ha votato contro la possibilità di tenere in vita questa legge con il suo ritorno in Commissione". Una votazione che spacca sia la maggioranza che l'opposizione.
La Carfagna: "Proporrò un disegno di legge" - Il ministro per le pari opportunità, Mara Carfagna, si farà carico di riproporre al Parlamento una norma contro l'omofobia. "Mi farò garante di riparare all'errore commesso dal Partito Democratico, proponendo al Consiglio dei ministri un disegno di legge che preveda aggravanti per tutti i fattori discriminanti compresi quelli dell'età, della disabilità, dell'omosessualità e della transessualità". Pochi giorni prima della manifestazione del 10 ottobre, il ministro Carfagna aveva incontrato i rappresentanti delle associazioni Lgbt. In quella sede il ministro si era impegnata a farsi portavoce della reintroduzione della tutela dell'identità di genere.
Pdl: i finiani votano contro. In realtà - denunciano i parlamentari Pdl - era stato raggiunto un accordo "per rimediare ai vizi di costituzionalità della norma, rinviandola all'esame della commissione e arrivando in tempi brevissimi a riportare il testo in aula". Violato il patto, "anche noi abbiamo votato contro". Ma la posizione nel Pdl non è stata univoca. Nove deputati hanno votato contro la pregiudiziale di costituzionalità. Sono ex membri di An molto vicini a Gianfranco Fini. Tra questi Italo Bocchino, Giuseppe Calderisi, Chiara Moroni, Adolfo Urso. Inoltre nel Pdl si sono registrate anche dieci astensioni tra cui quelle dei ministri Elio Vito e Gianfranco Rotondi e della presidente della commissione Giustizia, Giulia Bongiorno. Arriva anche il commento di Farefuturo, la fondazione presieduta da Fini: "Che peccato. La legge sull'omofobia si sarebbe dovuta approvare all'unanimità. Poteva essere una bella occasione per una legge condivisa, e necessaria".
Pd: Franceschini contro la Binetti. Una ricostruzione contestata dal segretario Pd Franceschini: "Il dato politico è che la destra e l'Udc hanno affossato il provvedimento contro l'omofobia. Noi abbiamo votato contro il rinvio perché non ci è stato garantito dalla maggioranza un impegno su tempi". Polemica cui si aggiunge quella con la deputata Pd Binetti che ha votato insieme alla maggioranza. Franceschini commenta: "C'è un serio problema di permanenza della Binetti. Non votare questi provvedimenti significa non riconoscersi nei valori del Pd". La replica della deputata: "Per come era formulata la legge, le mie opinioni sull'omosessualità, e quelle di tante altre persone, potevano essere individuate come un reato". Per Ignazio Marino quello della Binetti è un atto grave: "Che partito e che opposizione può promettere chi permette a Binetti di continuare a sedere nei banchi del Pd, votando con la destra?".
Manifestazione a Montecitorio. Il movimento "We Have a Dream" ha convocato per le 21 un sit in - non autorizzato - davanti a Montecitorio. Ai partecipanti si chiede di portare una candela e una bandiera della pace.
L'Arcigay: "Spettacolo vergognoso". "Abbiamo assistito a uno spettacolo vergognoso con interventi da parte di esponenti dell'Udc che hanno accostato l'orientamento sessuale a incesto e pedofilia", è il commento di Aurelio Mancuso, presidente nazionale di Arcigay che ha annunciato una serie di iniziative per i prossimi giorni.
Fisichella: "La Chiesa non ordina". Il Parlamento non segue i dettami della Chiesa: lo dice monsignor Rino Fisichella, presidente della Pontificia Accademia per la Vita. Che così si rivolge a un cronista: "Lei crede che siamo in una condizione in cui la Chiesa possa 'ordinare'? Quando si sentono queste cose si rasenta il ridicolo"
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Non sto sorridendo: è la colite [Winifred Wolfe]
In fiamme mi frantumo / Per incastonarmi nel tuo abbraccio [Delmira Agustini]
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Bridgettista 4ever! Waiting for Ally Forrester...! AntiLiammista
Sometimes it lasts in love, but sometimes it hurts instead - Adele
pd meno elle
vivendo per qualcuno io morirò per me stesso
Canicattì, una coppia gay aggredita fuori da scuola
di Redazione
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Agrigento - Il coordinamento regionale Arcigay Sicilia e il comitato di Agrigento denunciano che ieri due minori omosessuali sono stati oggetto di un'aggressione all’uscita della scuola a Canicattì in provincia di Agrigento. In una nota il coordinamento ricorda che a proprio la Camera dei deputati ha votato a favore di una pregiudiziale di costituzionalità che ha negato che l’espressione "orientamento sessuale" sia presente nella legislazione italiana.
La denuncia dell'Arcigay Il coordinamento regionale Arcigay esprime "amarezza, rabbia e sdegno" e chiede un intervento immediato delle istituzioni. "Denunciamo un clima di crescente e intollerabile omofobia e transfobia che trova slancio continuo nella costante negazione dei diritti e di un’autentica uguaglianza delle persone omosessuali, lesbiche e transessuali". "Confermiamo - dice Paolo Patanè, presidente regionale Arcigay Sicilia - che i due minori hanno denunciato l’aggressione alle forze dell’ordine".
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effettivamente di questa legge NON ce n'era proprio nessun bisogno
ma vaff
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L'ira di Franceschini
"Paola problema serio"
Il segretario del Pd, Dario Franceschini
«Gli organi del Pd valuteranno la sua permanenza»
FABIO MARTINI
FABIO MARTINI
Da pochi attimi l’aula di Montecitorio ha affossato la legge sull’omofobia e sugli scranni del partito democratico Dario Franceschini, un politico che non sgualcisce mai la sua espressione da bravo ragazzo, è una furia, ce l’ha con la «sua» deputata Paola Binetti che ha appena votato assieme al centrodestra. Franceschini non usa perifrasi: «Ma quale libertà di coscienza, questa è la libertà di fare quello che c... uno vuole!». Franceschini è ferito due volte. Come segretario di un partito che, una volta ancora, non riesce a ritrovarsi compatto in una battaglia di principio. Ma Franceschini si sente ferito anche come candidato alle Primarie, visto che la Binetti - sia pure figurativamente - è schierata nella mozione che lo sostiene.
E infatti nel trambusto emotivo che segue la bocciatura in aula della legge, per qualche ora la polemica interna prevale su quella anti-destra e Ignazio Marino, uno dei candidati alla segreteria, arriva a dire: «Inutile che Franceschini ci dica che è una vergogna, sono solo parole: quale partito può consentire ad una propria parlamentare di votare spesso con la destra?». E’ in questo clima che sul far della sera Dario Franceschini, poco prima di trasferirsi negli studi televisivi di «Exit» a «la7», pensa che sia giunta l’ora delle decisioni esemplari: la Binetti va espulsa dal Pd. Certo, a «Exit» il leader del Pd non lo dice testualmente, ma lo fa capire: «Io non ho poteri per adottare provvedimenti ma penso che per la Binetti si ponga un serio problema di permanenza nel partito, perché il voto in dissenso dal gruppo è una cosa molto grave. Questi non sono temi su cui ci può essere libertà di coscienza: la lotta contro l’omofobia è uno dei valori fondativi del Pd».
Se non è il formale preannuncio di espulsione è qualcosa che lo preannuncia. Nel partito democratico i provvedimenti disciplinari che riguardano comportamenti di parlamentari spettano ai Gruppi parlamentari, in questo caso a quello della Camera. Comportamenti come quello della Binetti sono perseguti dall’articolo 8 del regolamento che a seguito di «gravi violazioni dello Statuto» prevede diversi provvedimenti: il richiamo orale, il richiamo scritto, la sospensione e infine l’esclusione del gruppo. Tra le gravi violazioni previste dall’articolo 3 del regolamento c’è il voto in difformità dal Gruppo senza «tempestiva comunicazione al presidente». La Binetti aveva preavvertito il presidente dei deputati Antonello Soro sulle sue intenzioni di dissenso? E se lo avesse fatto, con quali motivazioni potrebbe essere espulsa?
Una cosa è certa: la permanenza nel Pd di Paola Binetti è agli sgoccioli. Psicologa, pedagoga, docente universitaria di tendenza teo-dem la Binetti era stata inserita nelle liste dell’Ulivo poco prima delle elezioni politiche del 2006: secondo tutte le previsioni, quelle elezioni le avrebbe vinte il centrosinistra e dunque - si disse allora e l’illazione non venne mai smentita - il cardinale Camillo Ruini consigliò l’inserimento nelle liste della Margherita di Rutelli di alcuni esponenti teo-dem. In tre anni i diversi voti in dissenso espressi dalla Binetti non avevano mai fatto pensare ad un’espulsione, ma la battaglia delle Primarie sta facendo precipitare la situazione, tanto è vero che ieri sera, dopo la sortita di Franceschini, l’europarlamentare «bersaniano» Roberto Gualtieri ha rincarato la dose: «Alla buon’ora! Franceschini rifletta sul dilagare dei casi di coscienza in questi ultimi due anni».
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che poi dei bersaniani approfittino di una scelta incongrua della binetti per attaccare franceschini è veramente allucinante
qui si dovrebbe essere uniti contro la persona che si è "macchiata" di una tale scelta non insudiciare tutto per la lotta alla poltrona
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la binetti nn sono è da medioevo ma è una terrorista secondo me
cmq la legge proposta dal gov x quanto buona è tuttavia incompleta
vivendo per qualcuno io morirò per me stesso
Caso Binetti, aumentano le polemiche tra i democratici
Anna Paola Concia, firmataria della legge: "O lei o me"
Omofobia, cresce lo scontro nel Pd
Binetti: "Non vado via, voterò Bersani"
L'ex ministro: "Chi vota per me accetta le regole"
Soro: "Ha poco a che fare con il nostro partito"
Paola Binetti
ROMA - Diventa duro lo scontro nel Pd dopo il voto che ieri a Montecitorio ha affossato la legge sull'omofobia. Un provvedimento fortemente voluto dalla deputata democratica Anna Paola Concia e fortemente osteggiata dalla teodem Paola Binetti. Due diverse anime del Pd, una coabitazione già difficile che rischia di rendere ancora più arduo il cammino verso le primarie. "Voto Bersani", questa la reazione della Binetti dopo le critiche ricevute ieri da Dario Franceschini. L'ex ministro: "Se vota per me deve accettare le regole".
"C'è un problema Binetti". Con queste parole il segretario del Pd ha dato il via alle polemiche e alle accuse contro la Binetti. Il punto è che "su questi temi" i valori del Pd non sono negoziabili, ed è impossibile "richiamarsi alla libertà di coscienza". Ma la Binetti non molla e si difende tirando in ballo la sua storia personale e le sue convinzioni. E rilancia. Accredidata come sostenitrice di Franceschini per la corsa delle primarie, la deputata annuncia un cambio di schieramento, "alle primarie voterò Bersani". Spiegando così il suo voto di ieri: "Il disegno di legge sull'omofobia aveva punti nebulosi. Ora mi sento anche io una minoranza, anche io voglio essere tutelata". Poi la sponda a Bersani: "Ha reagito in modo molto diverso. Io fino a ieri ho sostenuto Franceschini, ma non può allontanarmi dal partito per una questione di mia coerenza personale". Che risponde: "Chi vota per me, sa che questo significerebbe accettare le regole: io nell'organismo statutario sarei chiaro, sarebbe la prima cosa che farei, indicherei quali sono le materie su cui ci può essere libertà di coscienza e tutte le altre su cui vige la disciplina di partito", tra cui quelle sull'omofobia.
Non resta a guardare Anna Paola Concia. "O la mia posizione o quella di Paola Binetti: che il Pd decida", commenta la deputata. Che aggiunge: "Lo stato deve dire ai suoi cittadini che l'omofobia è un reato". Molto critico anche il capogruppo Pd alla Camera, Antonello Soro: "dovrebbe andare via, ha poco a che fare con il nostro partito". E ancora, "penso che Paola Binetti sarebbe stata fuori posto anche nella Democrazia Cristiana, un partito tenacemente rispettoso della laicita' dello Stato'".
Le difese della deputata teodem vengono prese dall'ex ministro Fioroni: "sarebbe sbagliato espellere Paola
Binetti, quando condivide con il partito il 90% delle idee". Quello che non va, per Fioroni, è che il Pd "faccia sempre tempeste in un bicchier d'acqua".
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io mi auguro che il pd oltre a cacciare sta tizia si prefigga di cacciare anche pietro ichino
vivendo per qualcuno io morirò per me stesso
ah ma non la cacceranno mai
letto che volta gabbana?
ora voterà bersani perchè franceschini l'ha minacciata di espellerla dal partito
eccerto, abbiamo proprio bisogno di elementi come te
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cmq se volete una mia opinione l'aggravante è un passo in avanti ma nn è risolutivo
ci vuole una legge che metta al bando ogni tipo di discriminaz a sfondo razziale
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nn che ti dia torto ma prima poi l'urto lo devi dare altrimenti dovremo sempre andare avanti a contentini
fare una legge all'acqua di rose è un pò come pulirsi la coscienza
vivendo per qualcuno io morirò per me stesso
mi spiego meglio
nn è che dare 5 mesi in + di galera a chi pesta un omosessuale risolvi i problemi dell'omosessuale
l'omofobia assume varie forme nn solo quella fisicamente violenta
c'è l'inguria,la xsecuzione morale,la discriminaz nel lavoro
bisogna fare in modo che certe "categorie"escano dall'ombra in cui li costringiamo
vivendo per qualcuno io morirò per me stesso
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