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oppaccia sei una zecca fastidiosa e irritante, ti detesto!
ma io non vedo niente.
L'una meno un quarto...
nooooooooooooo hanno tolto
si infatti gli altri e i tayloristi possono scrivere ciò che vogliono per quanto mi riguarda la amo così com'è
ho fatto uno screencaps per sicurezza
bl.jpg
ma ma ma...ma dite davvero???
L'una meno un quarto...
fonte DONNA E' BELLA (Style.it)
Molto prima di Sex and the City (molto! Molto prima!), la tivù delle ragazze per eccellenza eraBeautiful. Si tornava a casa da scuola, si accendeva la televisione ed ecco la famiglia Forrester, proprietari dell’omonima maison californiana (che è un po’ come dire “alta cucina kazaka”), patriarcale per finta, matriarcale per davvero, in cui tutte le fila delle trame erano tirate dalla volitivaStephanie, in perenne lotta con la famelica Brooke. Dalla prima messa in onda negli Stati Uniti sono passati venticinque anni, la maggior parte delle soap ha chiuso, ma The Bold and the Beautifulresiste, grazie anche allo zoccolo duro delle casalinghe italiane.
Beautiful ha ottimizzato il concetto di “viscosità della trama”, portandolo a vette inarrivabili per il tramite di un solo personaggio, Brooke Logan Inserisci-Cognomi-Successivi-a-Seconda-del-Marito. Per capirci, la viscosità della trama è quella che, in altre parole, si potrebbe definire “lento come la morte”. Beautiful, come tutte le soap, procede a passi lentissimi: lo spettatore deve poter mancare la visione di uno o più episodi senza perdere totalmente il filo del discorso, cosa che con le serie normali è ormai quasi impossibile (provate voi a vedere Lost un episodio sì e due no).
Beautiful, tuttavia (almeno quando lo guardavo io) era talmente viscoso che bastava guardarlo due volte l’anno per recuperare tutti gli arretrati. Tre quarti dell’episodio consistevano in lunghi primi piani – sempre più flou, man mano che il tempo passava – degli attori. Un tipico scambio di conversazione era:
“Buongiorno, Ridge.”
“Buongiorno, mamma.”
“Buongiorno, Stephanie.”
(Sdegnoso silenzio, primo piano di dieci secondi.)
Nel mezzo di tutti questi primi piani, il motore immobile della trama è sempre lei, Brooke. Che da sola fa e disfa famiglie, tromba padri, figli, nipoti e generi e con tutti si riproduce alla faccia della menopausa, costringendo figlie e nipoti a confrontarsi di continuo con il suo incrollabile romanticismo psicotico. L’eterna bionda non fa altro che cadere fra le braccia di uomini fra le cui braccia sarebbe meglio non cadere, e Ridge “Mascella de fero” Forrester non è nemmeno il più sconsigliabile, sulla lunga distanza.
Brooke Logan-Quellocheè ha creato per tutte noi l’illusione pluridecennale che essere giovani e innamorate possa essere una condizione perenne, se una si impegna abbastanza e non ha troppo riguardo per i sentimenti altrui, facendo della rovinafamiglie una vera eroina moderna. E lo ha fatto senza mai spettinarsi una volta o perdere mai quell’alone sognante e un po’ flou. Molto prima diCarrie Bradshaw, molto molto prima, il personaggio aspirazionale era solo lei.
L'una meno un quarto...
Romanticismo psicotico è una definizione chiave bellissima
Però dovete ammettere che a Beautiful gli attori devono possedere una vasta gamma di espressioni facciali "per prender tempo"![]()
L'una meno un quarto...
stavamo creando anche noi un po'di schede comiche su questo genere![]()
Ad una donna bella devi dire che è intelligente. Ad una donna intelligente devi dire che è bella. Nel dubbio, dille che è dimagrita e non sbagli.
tanto per far capire a certi utenti che non guardiamo beautiful convinti che non ci siano programmi ben + meritevoli.
L'una meno un quarto...
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