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Risultati da 166 a 180 di 310

Discussione: [LIBRI] Citazioni

  1. #166
    Io parlo il balenese L'avatar di Akimina
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    lovvissimo <3

    Dopo due dècadi
    decàdi.

  2. #167
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    sì, ho amato quel passaggio, l'ho riletto 4-5 volte prima di proseguire <3
    cmq mi manca poco, penso di finirlo questa sera
    Non serve a niente rifugiarsi nei sogni e dimenticarsi di vivere

  3. #168
    Io parlo il balenese L'avatar di Akimina
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    e il confronto con il figlio non è bellissimo?

    Dopo due dècadi
    decàdi.

  4. #169
    Admin...chiam L'avatar di Ana-nans
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    Citazione Originariamente Scritto da Akimina Visualizza Messaggio
    e il confronto con il figlio non è bellissimo?
    Durante quella chiacchierata? Mi è piaciuta la sua reazione, forse è l'unico momento in cui parla con il cuore e senza filtri, di puro istinto materno e di donna
    Non serve a niente rifugiarsi nei sogni e dimenticarsi di vivere

  5. #170
    Io parlo il balenese L'avatar di Akimina
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    da fight club di chuck palahniuk, un libro molto strano ma che ha il suo perchè!

    il primo passo per la vita eterna è che devi morire.

    Compri mobili. Dici a te stesso, questo è il divano della mia vita. Compri il divano, poi per un paio d’anni sei soddisfatto al pensiero che, dovesse andare tutto storto, almeno hai risolto il problema divano. Poi il giusto servizio di piatti. Poi il letto perfetto. Le tende. Il tappeto. Poi sei intrappolato nel tuo bel nido e le cose che una volta possedevi, ora possiedono te.

    Possa non essere mai completo.
    Possa non essere mai soddisfatto.
    Possa non essere mai perfetto.

    se non precipito completamente non posso essere salvato.
    ... Io dovrei separarmi dall'automiglioramento e dovrei lanciarmi a capofitto verso il disastro. Non posso continuare a giocare sul sicuro..

    Avevo voglia di distruggere tutte le cose belle che non avrei mai avuto. Bruciare le foreste dell'Amazzonia. Pompare clorofluroidrocarburi in cielo a mangiarsi l'ozono. Aprire le valvole nei serbatoi delle superpetroliere e svitare i tappi sulle piattaforme petrolifere. Volevo uccidere tutti i pesci che non potevo permettermi di comperare e annerire le spiagge della Costa Azzurra che non avrei mai visto. Volevo che il mondo intero toccasse il fondo.

    Per migliaia di anni gli esseri umani hanno incasinato e insozzato e smerdato questo pianeta e ora la storia si aspetta che sia io a correre dietro agli altri per ripulirlo. Io devo lavare e schiacciare i miei barattoli. E rendere conto di ogni goccia di olio di motore usato.
    Tocca a me pagare il conto per le scorie nucleari e i serbatoi di benzina interrati e i residui tossici scaricati nel sottosuolo una generazione prima che nascessi.

    Se tu potessi essere o il peggior nemico di Dio o niente di niente, che cosa sceglieresti?
    Che cos'è peggio, l'inferno o niente?

    Io sono stupido e tutto quello che so fare è desiderare cose e aver bisogno di cose.

    La pubblicità ha spinto questa gente ad affannarsi per automobili e vestiti di cui non hanno bisogno. Intere generazioni hanno svolto lavori che detestavano solo per comperare cose di cui non avevano nessun bisogno.
    "Noi non abbiamo una grande guerra nella nostra generazione, o una grande depressione. E invece si, abbiamo una grande guerra dello spirito. Abbiamo una grande rivoluzione contro la cultura. La grande depressione è quella delle nostre vite. abbiamo una depressione spirituale".

    Ho incontrato Dio dietro la sua grande scrivania di noce con i diplomi appesi alla parete alle sue spalle e Dio mi chiede: «Perché?».
    Perché ho provocato tanto dolore?
    Non mi sono reso conto che ciascuno di noi è un sacro, irripetibile fiocco di neve di speciale irripetibile specialità?
    Non vedo come siamo tutti manifestazioni di amore?
    Io guardo Dio alla sua scrivania che prende appunti su un bloc-notes, ma Dio non ha capito un bel niente.
    Noi non siamo speciali.
    Non siamo nemmeno merda o immondizia.
    Noi siamo.
    Noi siamo soltanto e quello che succede succede soltanto.
    E Dio dice: «No, non è così».
    Sì. Be'. Sia come sia. A Dio non si riesce a insegnare nulla.

    Dopo due dècadi
    decàdi.

  6. #171
    Io parlo il balenese L'avatar di Akimina
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    da arancia meccanica:

    Di articoli sulla Gioventù Moderna ce n'erano sempre, ma le trucca migliore che avessero mai stampato sulla vecchia gazzetta era di un bigio papalone col collare da cane che diceva come, secondo la sua stimatissima opinione, e lui sprolava da uomo di Zio, ERA IL DIAVOLO CHE SI TROVAVA OVUNQUE che si scavava la strada dentro la giovane carne innocente, ed era il mondo degli adulti che doveva assumersene la responsabilità per via delle loro guerre e delle bombe e tutte quelle assurdità. Ora sì che andava bene. Lui sì che sapeva di cosa parlava dato che era uomo di Dio. E dunque noi malcichi eravamo innocenti e nessuno poteva darci la colpa. Benebenebene.

    - Tu hai peccato, immagino, ma la tua punizione è stata davvero sproporzionata. In fondo eri un essere umano, e loro ti hanno cambiato in qualcos'altro. Non sei più in grado di scegliere. Ora sei obbligato a compiere soltanto delle azioni socialmente accettabili, come una macchina capace di fare solo il bene. Oh, capisco benissimo... Anche quella faccenda del condizionamento marginale. Musica e sesso, arte e letteratura non devono più essere fonte di piacere per te, ma di dolore.

    Dopo due dècadi
    decàdi.

  7. #172
    Io parlo il balenese L'avatar di Akimina
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    da una donna spezzata

    Orgoglio imbecille. Tutte le donne si credono diverse; tutte pensano che certe cose, a loro, non possono succedere. E si sbagliano tutte.

    Guardo le gocce d'acqua che scorrono giù per il vetro contro il quale batteva la pioggia fino a poco fa. Non cadono verticalmente, sembrano animaletti che per ragioni misteriose deviino a destra e a sinistra insinuandosi in mezzo ad altre gocce immobili, arrestandosi, ripartendo come se cercassero qualcosa. Mi sembra di non aver più niente da fare.

    Non posso più vivere ma non voglio morire.

    Una volta potevo andare al cinema e perfino a teatro da sola. Perché non ero sola. C'era la sua presenza in me, e tutto intorno a me. Adesso quando sono sola mi dico: "sono sola". E ho paura.

    Una porta chiusa; dietro, qualcosa ci aspetta al varco. Non si aprirà, se io non mi muovo. Non muoversi; mai piú. Fermare il tempo e la vita. Ma so che mi muoverò. La porta si aprirà lentamente, e vedrò cosa c'è dietro. C'è l'avvenire. La porta dell'avvenire sta per aprirsi. Lentamente. Implacabilmente. Io sono sulla soglia. C'è soltanto questa porta e ciò che vi è nascosto dietro. Ho paura E non posso chiamar nessuno in aiuto. Ho paura.

    Mio Dio! Fa' di esistere! Fa' che ci sia un cielo e un inferno passeggerò per i viali del paradiso col mio ragazzino e la mia cara figlia e tutti loro si torceranno nelle fiamme dell'invidia e io li guarderò arrostire e gemere e riderò riderò e i bambini rideranno con me. Me la devi questa rivincita mio Dio. Esigo che tu me la dia."

    Dopo due dècadi
    decàdi.

  8. #173
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    Traggo dal mio FB..
    da norwegian wood di murakami

    "Non è mica un crimine. E' una cosa che succede spesso in questo grande mondo. E' come quando c'è una splendida giornata e tu sei in barca e il cielo è così bello ma è altrettanto bello il lago. Smettila di tormentarti tanto. Ogni cosa segue comunque il suo corso, e per quanto uno possa fare del suo meglio, a volte è impossibile evitare che qualcuno rimanga ferito. E' la vita."
    Fino al giorno in cui mi minacciarono di non lasciarmi più leggere, non seppi di amare la lettura: si ama, forse, il proprio respiro?

  9. #174
    Utente registrato L'avatar di Sheila Carter
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    Da L'amante giapponese, di Manicka Rani:

    "L'amore è una cosa meravigliosa. Continuiamo ad assaporarlo, e troppo spesso dimentichiamo che lo stiamo solo attraversando. Niente dura in eterno. Le tragedie bussano alla porta di tutti, ma i fortunati ricordano che si tratta solo di ospiti. Anche il vetro rotto non taglia, se non se ne tocca il bordo. L'amore, qualsiasi amore, indipendentemente da quanto dura, è un dono."

    "Chi coltiva il pregiudizio nel cuore non sa di fare molto più male a se stesso che a quelli che ne sono vittime."

    ..................

    Poi ho trovato una frase di D. Pennac (non so se è tratta da un libro):
    "Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere"
    Ultima modifica di Sheila Carter; 21-02-2014 alle 10:29
    Abbasso Brokka ed Hoppa
    Puntata 5837: Broccolaccia annuncia ufficialmente la sua menopausa, ma NON è vero!
    Puntata 6275: Oppaccia scongela la patata in mondo-visione

  10. #175
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    @Sheila: si,quella frase di Pennac è tratta dal libro "come un romanzo"
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  11. #176
    Io parlo il balenese L'avatar di Akimina
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    inizio a citare qualcosina di infinite jest... sono in fase innamoramento, scusate il lungaggio:

    L'esperienza americana sembra suggerire che, a vari livelli, il bisogno della gente di dedicarsi anima e corpo a qualcosa è praticamente illimitato.

    “Quando la chiamano così mi incazzo sempre perché per la gente depressione vuol dire diventare tristissimo, diventare silenzioso e malinconico e non fare altro che star seduto alla finestra in silenzio a sospirare e a non fare nulla. Uno stato in cui non ti importa di nulla. Come essere in pace ma molto tristi. Beh, questo non è uno stato. Questa è una sensazione. La sento dappertutto. Nelle braccia e nelle gambe. Dappertutto. Nella testa, nella gola, nel sedere. Nello stomaco. E’ ovunque. Non so come potrei chiamarla. E’ come se non potessi distanziarmene abbastanza da darle un nome. E’ più orrore che tristezza. Più orrore. E’ come se stesse per succedere qualcosa di orribile, la cosa più orribile che si può immaginare – no, peggio di quel che si può immaginare, perché hai la sensazione che c’è qualcosa che devi fare subito per fermarla ma non sai cos’è che devi fare, e poi sta già succedendo, sta per succedere e sta anche succedendo, tutto allo stesso tempo.”

    Una delle cose positive dell’essere visibilmente menomato è che la gente a volte può dimenticarsi che ci sei, perfino quando interagisce con te. È un po’ come origliare. È un po’ come se dicessero: Se in realtà non c’è nessuno là dentro allora non c’è ragione di essere timidi. Ecco perché le cazzate cadono a pioggia quando c’è nei paraggi un ascoltatore menomato, le convinzioni profonde vengono rivelate e ci si abbandona ad alta voce a ricordi privati tipo diario; e, ascoltando, il ragazzo sorridente e bradicinetico riesce a creare una connessione interpersonale che sa di essere il solo a sentire davvero.

    Nel tennis il vero avversario, la frontiera che include, è il giocatore stesso. C'è sempre e solo l'io là fuori, sul campo, da incontrare, combattere, costringere a venire a patti. Il ragazzo dall'altro lato della rete: lui non è il nemico; è più il partner nella danza. Lui è il pretesto o l'occasione per incontrare l'io. E tu sei la sua occasione. Le infinite radici della bellezza del tennis sono autocompetitive. Si compete con i propri limiti per trascendere l'io in immaginazione ed esecuzione. Scompari dentro al gioco: fai breccia nei tuoi limiti; trascendi; migliora; vinci.Si cerca di sconfiggere e trascendere quell'io limitato i cui limiti stessi rendono il gioco possibile. È tragico e triste e caotico e delizioso. E tutta la vita è così, come cittadini dello Stato umano: i limiti che ci animano sono dentro di noi, devono essere uccisi e compianti, all'infinito.

    Il tramonto infiammava le colline e le montagne dietro di lui; era così diverso dagli acquosi, tristi tramonti primaverili della regione di Papineau del Québec sudoccidentale, dove sua moglie aveva bisogno di cure. Questo (il tramonto) assomigliava più a un'esplosione. Accadeva sopra e dietro di lui, e ogni tanto si voltava a gurdarlo. Lui (il tramonto) era gonfio e perfettamente rotondo, e grande, e irradiava lame di luce se lui (Marathe) teneva gli occhi socchiusi. Ciondolava e tremolava lievemente, come una goccia viscosa in procinto di cadere. Ciondolava proprio sopra i picchi delle colline di Tortolita dietro di lui (Marathe), e stava lentamente affondando.
    [...]
    La temperatura era scesa insieme al sole. Marathe ascoltava il vento fresco della sera scivolare lungo il declivio e sulla superficie del deserto. Avvertiva o intuiva il lento aprirsi di milioni di pori floreali nella speranzosa attesa della rugiada. Steeply, l'americano, emetteva lievi esalazioni tra i denti mentre si esaminava il graffio sul braccio. Ormai erano poche le lame radiali di sole che trovavano un varco tra le vette delle Tortolitas e andavano a punzecchiare la volta del cielo. Nell'aria c'erano i fruscii illocalizzabili delle piccole cose viventi che escono di notte. Il cielo era violetto.

    Gli attaccamenti sono una faccenda molto seria. Scegli con cautela i tuoi attaccamenti. Scegli il tuo tempio di fanatismo con grande cura. Quello che vuoi cantare come amore tragico è un attaccamento scelto male. Morire per una persona? Questa è follia. Le persone cambiano, partono, muoiono, si ammalano. Ti lasciano, mentono, si arrabbiano, si ammalano.

    ... i libri non vanno lasciati cadere con un tonfo come bottiglie in un cesto della spazzatura, vanno appoggiati, guidati, con i sensi a mille, sentendone i bordi, la pressione sui polpastrelli di entrambe le mani.

    L’ironia è che tutto ciò vi rende bravi, e la gente comincia a pensare che abbiate un talento prodigioso del quale essere all’altezza.

    In un caso del genere diventi lo schiavo che crede di essere libero. La più patetica delle schiavitù. Non tragica. Non da cantare. Credi che potresti morire due volte per un'altra persona ma in realtà moriresti per il tuo io solitario, per i suoi sentimenti.

    Cercate di vedere voi stessi nei vostri avversari. Vi porteranno a capire il Gioco. Ad accettare il fatto che il Gioco riguarda la gestione della paura. Che il suo scopo è allontanare da voi ciò che sperate non tornerà.

    La musica di sottofondo è prevedibile eppure a dispetto della prevedibilità anche sorprendente: è periodica. Suggerisce un'espansione senza mai espandersi davvero. Porta all'esatto tipo di inevitabilità che poi subito nega.

    [...]
    Che ci sono persone alle quali semplicemente non piacete, qualunque cosa facciate.
    [...]
    Che la vostra preoccupazione per ciò che gli altri pensano di voi scompare una volta che capite quanto di rado pensano a voi.
    [...]
    Che è semplicemente più piacevole essere felici che incazzati.
    [...]
    Che è consentito volere. Che tutti sono identici nella segreta tacita convinzione di essere, in fondo, diversi da tutti gli altri. Che questo non è necessariamente perverso.
    [...]


    ...continua...

    Dopo due dècadi
    decàdi.

  12. #177
    Io parlo il balenese L'avatar di Akimina
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    ... appunto, continua...

    (non trovo più le note su anobi, quindi stavolta attingo da subliminalpop che ne ha raccolte un po')

    Non sottovalutare gli oggetti, dice a Stice. Tieni conto degli oggetti. Il mondo, dopotutto, è molto vecchio, ed è fatto soprattutto di oggetti.

    Disse: “Stai pensando?”
    “L’opposto. Profilassi del pensiero”.

    Cercate di avere un padre il cui padre sprecò il suo talento. Cercate di avere un padre che fu all’altezza delle promesse poi si trovò a superare ogni sua aspettativa, e non sembrava per nulla più felice o più sereno di suo padre fallito; questo vi lascerà in una condizione d’animo selvatica riguardo al talento.

    Ma non è così che io… non è così che gioca un giocatore vero. Se si vuole essere grandi, o quasi grandi, a ogni palla si dà tutto il possibile. E ancora. Non si concede nulla. Neppure ai salmoni. Si gioca fino al proprio limite, poi si passa quel limite e ci si volta a salutare il limite che si aveva prima, gli si sventola il fazzoletto come quando ci s’imbarca. Si va in trance. Si sentono le giunture e i bordi di ogni cosa. Il campo diventa una… un posto assolutamente unico in cui essere.

    E libertà-di? Non si è solo liberi-da. Non tutti gli obblighi vengono dall’esterno. Voi fingete di non vedere questo. Dov’è la libertà-di. Come fa la persona a scegliere liberamente? Come scegliete qualcosa di diverso dalle scelte ingorde dei bambini se non c’è un padre pieno di amore a guidare, informare, insegnare alla persona come scegliere? Come ci può essere libertà di scegliere se non si impara come scegliere?

    Sarò lieto di dire chi sono se prima vorrà spiegarmi cosa mi si chiede di essere. È questa la mia posizione. Lei mi sta chiedendo di affermare elementi di cui non sono in possesso. Esiste un termine per questo: “coazione”.

    Il cielo è basso e grigio e slegato e sembra appeso. Ha qualcosa di incombente.

    Non c’entra l’amore e non è mai l’amore, che uccide chi ne ha bisogno.

    Una delle cose banali ma giuste che insegnano gli Aa di Boston è che sia i baci del destino sia i suoi marrovesci illustrano la fondamentale impotenza personale di ogni individuo sugli eventi veramente significativi della tua vita: cioè, quasi nessuna delle cose importanti ti accade perché l’hai progettata così. Il destino non ti avverte; il destino sbuca sempre da un vicolo e, avvolto nell’impermeabile, ti chiama con un Psss che di solito non riesci neppure a sentire perché stai correndo da o verso qualcosa di importante che hai cercato di pianificare.

    Si cerca di sconfiggere e trascendere quell’io limitato i cui limiti stessi rendono il gioco possibile. È tragico e triste e caotico e delizioso. E tutta la vita è così, come cittadini dello Stato umano: i limiti che ci animano sono dentro di noi, devono essere uccisi e compianti, all’infinito.

    Tutti dovrebbero guardare gli occhi di un uomo che si vede sollevato verso qualcosa che stava cercando di tirare a sé.

    Siete pregati di imparare la prassi nell’espressione della paura: a volte le parole che sembrano esprimere in realtà invocano.

    C’è un vecchio pesce saggio e baffuto che si avvicina nuotando a tre pesci giovani e fa: “Buongiorno ragazzi, com’è l’acqua?” e nuota via; e i tre pesci giovani lo osservano allontanarsi e si guardano e fanno: “Che ***** è l’acqua?” e nuotano via.

    La verità ti renderà libero. Ma solo quando avrà finito con te.

    … la vittoria che però avrai solo se giochi con abbandono [... sei condannato se non hai dentro di te anche la capacità di trascendere lo
    scopo finale, trascendere il successo del migliore, se arrivi ad esserlo [...] tu raggiungi il tuo scopo e ti rendi conto della certezza sconvolgente che il raggiungimento dello scopo non ti completa e non ti redime, non rende la tua vita un successo come la tua cultura ti aveva insegnato a pensare. E allora affronti questo fatto che ciòche avevi sempre pensato avrebbe avuto un significato che in realtà non ha, e sei impalato dallo shock. Ce ne sono stati di suicidi nella storia quando le persone arrivano a queste vette...

    Uno dei suoi problemi con la Mami consiste nel fatto che Avril Incandenza crede di conoscerlo a fondo come essere umano, e pensa che sia una persona interiormente molto ricca, mentre invece dentro Hal non c'è quasi nulla, e lui lo sa bene. La sua Mami Avril sente i suoi echi dentro di lui e pensa che quello che sente sia lui, e questo fa capire a Hal la sola cosa che negli ultimi tempi riesce a sentire.

    La Cosa è un livello di dolore psichico completamente incompatibile con la vita umana come la conosciamo. La Cosa è un senso di male radicale e completo, e non è una caratteristica ma piuttosto l'essenza elementare. La Cosa è una nausea delle cellule e dell'anima. È l'intuire che il mondo è molto ricco e animato, ma anche completamente doloroso e maligno e antagonistico nei confronti dell'esistenza cosciente. La Cosa è un senso di avvelenamento che pervade l'io ai livelli più dell'io, e La Cosa gonfia l'io depresso e lo fa coagulare e lo avvolge nelle sue pieghe nere e lo assorbe in Se stessa, tanto che si costituisce un'unità quasi mistica con un mondo di cui ogni parte causa dolore e danno all'io.


    La morte dice che questa donna che ti uccide è sempre tua madre nella tua vita successiva... La Morte dice che la donna che ti uccide volontariamente o involontariamente è sempre qualcuno che ami, ed è sempre tua madre nella vita successiva.....e c'è sempre una leggera sfumatura di egoismo nel loro ossessivo amore-di-madre: stanno cercando di fare ammenda per un assassinio che nessuno di voi due ricorda, se non forse in sogno.

    Dopo due dècadi
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  13. #178
    Utente registrato L'avatar di Sheila Carter
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    Chiedo scusa alla favola antica
    se non mi piace l'avara formica.
    Io sto dalla parte della cicala,
    che il più bel canto non vende, regala.

    (Gianni Rodari)

    Qualche altra citazione di Rodari:

    • Nel paese della bugia, la verità è una malattia. (da Le storie)
    • Io credo che le fiabe, quelle vecchie e quelle nuove, possano contribuire a educare la mente. La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo. (da La freccia azzurra)
    • Vale la pena che un bambino impari piangendo quello che può imparare ridendo? Se si mettessero insieme le lagrime versate nei cinque continenti per colpa dell'ortografia, si otterrebbe una cascata da sfruttare per la produzione dell'energia elettrica. Ma io trovo che sarebbe un'energia troppo costosa.
      Gli errori sono necessari, utili come il pane e spesso anche belli: per esempio la torre di Pisa. (da Il libro degli errori)
    • «Quanto pesa una lacrima?» «Secondo: la lacrima di un bambino capriccioso pesa meno del vento, quella di un bambino affamato pesa più di tutta la terra.» (daFavole al telefono)
    Ultima modifica di Sheila Carter; 02-04-2014 alle 17:25
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    Puntata 6275: Oppaccia scongela la patata in mondo-visione

  14. #179
    Riserva di caccia dell'imperatrice L'avatar di Vaniglia
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    Sono innamorata delle citazioni di Infinite Jest. Credo di aver individuato il genere.
    Sono un'affabulatrice, non può non piacermi. Anche se è favola, per l'appunto

  15. #180
    Utente registrato L'avatar di Sheila Carter
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    Ho visto una formica
    in un giorno freddo e triste
    donare alla cicala
    metà delle sue provviste.
    Tutto cambia: le nuvole,le favole, le persone …
    La formica si fa generosa …
    E’ una rivoluzione.
    (Rodari)

    Ultima modifica di Sheila Carter; 02-04-2014 alle 17:24
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