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  • Dea Interiore
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    Da Anna Karenina. (Làska è un cane)

    Làska si mise a correre allegra e preoccupata per la melma che tremolava sotto di lei.

    Entrata di corsa nella palude, Làska immediatamente, fra gli odori a lei noti delle radici, delle erbe di palude, di ruggine, e l'odore estraneo di sterco equino, senti l'odore degli uccelli sparso per tutto quel luogo, di quegli stessi uccelli odorosi, che più degli altri l'agitavano. Qua e là per il muschio e le bardane di palude quest'odore era molto forte, ma non si poteva stabilire da che parte si rafforzasse e s'indebolisse. Per trovar la direzione, bisognava andar più lontano sotto il vento. Senza sentire il movimento delle proprie zampe, Làska a un galoppo teso, tale che a ogni salto avrebbe potuto fermarsi se se ne fosse presentata la necessità, corse a destra lontano dal venticello antelucano che spirava dall'oriente e si volse verso il vento. Aspirata dentro di sé l'aria con le narici dilatate, essa sentì immediatamente che non c'erano soltanto le orme, ma loro stessi erano lì, dinanzi a lei, e non uno, ma molti. Làska diminuì la velocità della corsa. Erano lì, ma dove appunto, non poteva ancora precisarlo. Per trovare proprio quel luogo essa aveva già cominciato un giro, quando la voce del padrone la distrasse. "Làska! qua!" diss'egli indicandole l'altra parte. Essa stette un po' ferma, domandandogli se non era meglio fare come aveva cominciato. Ma egli ripeté l'ordine con voce irosa, facendo vedere un ammasso di montagnole coperto d'acqua, dove non poteva esserci nulla. Essa gli obbedì, fingendo di cercare, per fargli piacere, si trascinò per tutto l'ammasso di montagnole e tornò al luogo di prima, e immediatamente li sentì di nuovo. Adesso, quand'egli non la disturbava, essa sapeva che fare, e, senza guardarsi sotto le zampe, inciampando con stizza nelle alte montagnole e andando a finir nell'acqua, ma raddrizzandosi con le pieghevoli, forti zampe, cominciò un giro che le doveva spiegare ogni cosa. Il loro odore la colpiva sempre più fortemente, in modo sempre più definito, e a un tratto diventò affatto chiaro per essa che uno di loro era lì, dietro a quella montagnola, cinque passi davanti ad essa, e si fermò e s'irrigidì con tutto il corpo. Sulle sue zampe basse non poteva veder nulla dinanzi a sé, ma dall'odore sapeva che esso era posato non più lontano che a cinque passi. Stava ritta, sentendolo sempre di più e godendo nell'aspettativa. La sua coda tesa era allungata e tremava soltanto proprio sulla punta. La sua bocca era lievemente aperta, le orecchie sollevate. Un'orecchia s'era voltata ancora durante la corsa, ed essa respirava faticosamente, ma con prudenza, e con prudenza ancora maggiore si volse, più con gli occhi che con la testa, a guardare il padrone. Egli col viso che gli era abituale, ma sempre con gli occhi terribili, camminava, inciampando, per le montagnole e straordinariamente adagio, come le sembrava. Le sembrava ch'egli camminasse adagio e lui correva.

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  • grey21
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    Da Cercando Alaska di John Green:

    "Nessuno potrà mai accusarmi di essere un patito di scienze, ma dalle lezioni ho imparato una cosa: l'energia non si crea e non si distrugge. [...] Alle brutture si può sopravvivere, perché noi siamo indistruttibili nella misura in cui crediamo di esserlo. Quando gli adulti, col sorriso stupido di chi crede di saperla lunga, dicono:"I giovani si credono invincibili" non sanno quanto hanno ragione. La disperazione non fa per noi, perché niente può ferirci irreparabilmente. Ci crediamo invincibili perché lo siamo. Non possiamo nascere, e non possiamo morire. Come l'energia, possiamo solo cambiare forma, dimensioni, manifestazioni. Gli adulti, invecchiando, lo dimenticano. Hanno una grande paura di perdere, di fallire. Ma quella parte che è più grande della somma delle nostre parti non ha un inizio e non ha un fine, e dunque non può fallire."
    Ultima modifica di grey21; 24-12-2013, 00:07.

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  • Sheila Carter
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    Da Wesley il gufo - L'incredibile storia d'amore di un gufo e della sua ragazza:

    I gufi dei granai, che sono creature delicate dal punto di vista
    emotivo anche quando vivono il libertà. Un esempio: questa
    specie si accoppia per la vita, e se un esemplare muore non è
    detto che il partner vada in cerca di qualcun'altro. Al contrario,
    potrebbe girare la testa verso l'albero su cui siede e
    guardare il compagno fissamente, immerso in una profonda
    depressione, fino alla propria morte. Un dolore tanto
    profondo è indicativo della passione che i gufi dei granai sono in
    grado di provare, e della devozione che li lega ai loro amati.
    È lo Stile del Gufo.

    ................

    Wesley si focalizzò subito su di me, cinguettando,
    guardandomi negli occhi e sforzandosi di comunicare.
    Ero stupita dal modo intenso e chiaro in cui cercava
    di concentrarsi su di me.
    I suoi occhi erano di un nero profondo e imperscrutabile.
    Anche quando si aprirono per la prima volta, ressero il
    mio sguardo. Decisamente erano occhi in cui albergava un
    grande mistero; guardarvi dentro era come scrutare
    l'infinito, qualcosa di lontano e cosmico.


    La seconda citazione mi fa ricordare la passerottina che circa 15 anni fa trovai per strada quando aveva appena una decina di giorni: doveva essere caduta da un nido in un anfratto alquanto in alto di un palazzo diverse ore prima, infatti aveva le zampine incrostate di sporcizia e pigolava forte per la fame...
    Ricordo ancora come mi guardò, con quegli occhietti nerissimi e brillanti nel buio, quando accorsi al suo richiamo disperato... Si affezionò tanto a me che non volle proprio saperne di andarsene, quando una volta adulta e capace di volare cercai più volte di rimetterla in libertà, così è rimasta sempre con me, accompagnandomi sempre nelle mie vacanze, per anni ed anni... E resto sempre col dubbio che abbia avuto una sorta di imprinting, perché a volte sembrava davvero capire ciò che le dicevo!

    Ultima modifica di Sheila Carter; 09-12-2013, 19:10.

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  • Dea Interiore
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  • Akimina
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  • Dea Interiore
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    Da Cavalli selvaggi:

    "In lontananza fra i nuvoloni neri balenavano lampi silenziosi che sembravano saldature incandescenti tra fumi di metallo fuso. Pareva che riparassero un guasto nell'oscurità metallica del mondo"

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  • Dea Interiore
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    Originariamente postato da Akimina View Post

    mccarthy è uno che sa scrivere... come stile è tra i miei preferiti.
    ma sei già al secondo? che ne pensi?
    Quoto sullo stile!! Ti dico cosa ne penso di la...

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  • Akimina
    replied

    mccarthy è uno che sa scrivere... come stile è tra i miei preferiti.
    ma sei già al secondo? che ne pensi?

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  • Dea Interiore
    replied
    Da Oltre il confine (secondo libro della Trilogia della Frontiera di MacCarthy)

    "La lupa aveva attraversato la linea di confine internazionale più o meno nel punto in cui questa incontrava il trentesimo minuto del centottavo meridiano; aveva attraversato la vecchia Natons road un miglio a nord del confine, aveva risalito il Whitewater Creek a ovest fino alle San Luis Mountains, attraversato il passo a nord della catena delle Animas, poi la Animas Valley; aveva proseguito poi verso i Peloncillos, come già è stato detto. Aveva una ferita recente su un fianco, dove il compagno l'aveva morsa la settimana prima, da qualche parte sulle montagne di Sonora. L'aveva morsa perché lei non voleva lasciarlo. Con una zampa anteriore infilata nelle ganasce di una trappola di ferro, le ringhiava contro perché si allontanasse dalla portata della catena. Lei aveva abbassato le orecchie e si era messa a guaire; non se ne sarebbe andata. Al mattino vennero coi cavalli. Lei osservò la scena da un pendio lungo un centinaio di metri, mentre lui si alzava per accoglierli.
    Vagò per un'intera settimana lungo i pendii orientali della Sierra de la Madera. Su queste terre i suoi antenati avavano cacciato cammelli e piccoli cavalli primitivi. Aveva trovato ben poco cibo, perché la maggior parte della selvaggina era già stata massacrata. Il grosso della foresta veniva abbattuto per far funzionare le macine delle miniere. Da quelle parti i lupi uccidevano bestiame da lungo tempo, ma l'ignoranza di quegli animali li confondeva ancora. Le vacche muggivano sanguinanti e correvano qua e là nei campi con quelle loro zampe a paletta, in grande confusione, schiamazzando, travolgendo recinti, tirandosi dietro paletti e fil di ferro. Gli allevatori dicevano che i lupi brutalizzavano il bestiame molto più che non la selvaggina. Come se le vacche evocassero in loro una certa rabbia. Come offesi dalla violazione di un ordine antico. Antiche cerimonie. Protocolli antichi. "
    Ultima modifica di Dea Interiore; 09-12-2013, 10:21.

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  • Sheila Carter
    replied
    Eh, lo so, suona bruttino, ma purtroppo l'hanno tradotto. Non ho preso le frasi dal libro (che ho appena comprato), ma dalla rete, per cui pare che non sia un problema dell'ultima edizione!

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  • Akimina
    replied
    Bellissima citazione! Ma la traduzione in italiano dei nomi nooooo!

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  • Sheila Carter
    replied
    Da La storia infinita, di Michael Ende:
    [QUOTE]
    • Per Bastiano Baldassarre Bucci la passione erano i libri.
      Chi non ha mai passato interi pomeriggi con le orecchie in fiamme e i capelli ritti in testa chino su un libro, dimenticando tutto il resto del mondo intorno a sé, senza più accorgersi di aver fame o freddo;
      chi non hai mai letto sotto le coperte, al debole bagliore di una minuscola lampadina tascabile, perché altrimenti il papà o la mamma o qualche altra persona si sarebbero preoccupati di spegnere il lume per la buona ragione ch’era ora di dormire, dal momento che l’indomani mattina bisognava alzarsi presto;
      chi non ha mai versato, apertamente o in segreto, amare lacrime perché una storia meravigliosa era finita ed era venuto il momento di dire addio a tanti personaggi con i quali si erano vissute tante straordinarie avventure, a creature che si era imparato ad amare e ammirare, per le quali si era temuto e sperato e senza le quali d’improvviso la vita pareva così vuota e priva di interesse;
      chi non conosce tutto questo per sua personale esperienza, costui molto probabilmente non potrà comprendere ciò che fece allora Bastiano.


    Le passioni umane sono una cosa molto misteriosa e per i bambini le cose non stanno diversamente che
    per i grandi. Coloro che ne vengono colpiti non le sanno spiegare, e coloro che non hanno mai provato
    nulla di simile non le possono comprendere. Ci sono persone che mettono in gioco la propria esistenza
    per raggiungere la vetta di una montagna. A nessuno, neppure e se stessi, potrebbero realmente spiegare
    perchè lo fanno. Altri si rovinano per conquistare il cuore di una persona che non ne vuole sapere di loro.
    E altri ancora vanno in rovina perchè non sanno resistere ai piaceri della gola, o a quelli della bottiglia.
    Alcuni buttano tutti i loro beni nel gioco, oppure sacrificano ogni cosa per un'idea fissa, che mai potrà
    diventare realtà. Altri credono di poter essere felici soltanto in un luogo diverso da quello dove si trovano
    e così passano la vita girando il mondo. E altri ancora non trovano pace fino a quando non hanno
    ottenuto il potere.


    Ebbene sì, ho appena comprato questo libro, me lo sono trovato davanti al 25% alla Feltrinelli e non ho resistito...

    Chissà se ci sarà anche questo dialogo, così paradossalmente realistico:




    Ultima modifica di Sheila Carter; 23-11-2013, 00:52.

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  • Akimina
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    da buio a mezzogiorno

    Ho pensato e agito come dovevo; ho ucciso persone che amavo e dato potere agli altri che aborrivo. La Storia mi ha messo dove mi sono trovato; ho esaurito il credito che mi aveva concesso; se ho avuto ragione, non ho nulla di cui pentirmi; se ho sbagliato, pagherò.
    Ma come può decidere il presente di ciò che verrà giudicato verità in futuro? Noi stiamo facendo i profeti senza averne i doni. Abbiamo sostituito le visioni con deduzioni logiche; ma benché ci si sia mossi tutti dalla stessa linea di partenza, siamo giunti a risultati divergenti. Le prove hanno dimostrato false le prove, e infine abbiamo dovuto ricorrere alla fede... alla fede assiomatica nella giustezza del proprio ragionamento. Questo è il punto cruciale. Abbiamo buttato tutta la zavorra in mare; solo un'ancora ci trattiene: la fede in noi stessi. La geometria è la più pura realizzazione della ragione umana; ma gli assiomi di Euclide non possono essere provati. Chi non crede in essi vede tutto l’edificio crollare.
    Il N.1 ha fede in se stesso, duro, lento, cupo, incrollabile. Ha la catena dell'ancora più solida. La mia s'è logorata, assottigliata in questi ultimissimi anni... Il fatto è: non credo più nella mia infallibilità. Ecco perché sono perduto.

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  • Akimina
    replied
    devo assolutamente citare qualcosa da una cosa divertente che non farò mai più (citerei tutto il libro, o almeno interi episodi, ma non posso):

    Soprattutto la notte, quando il divertimento organizzato, le rassicurazioni e il rumore dell'allegria cessavano, io mi sentivo disperato. Ormai è una parola abusata e banale, disperato, ma è una parola seria, e la sto usando seriamente. Per me indica una semplice combinazione – uno strano desiderio di morte, mescolato a un disarmante senso di piccolezza e futilità che si presenta come paura della morte. Forse si avvicina a quello che la gente chiama terrore e angoscia. Ma non è neanche questo. È più come avere il desiderio di morire per sfuggire alla sensazione insopportabile di prendere coscienza di quanto si è piccoli e deboli ed egoisti e destinati senza alcun dubbio alla morte. E viene voglia di buttarsi giù dalla nave.

    Nella brochure della crociera, voi siete esonerati dalla fatica di costruire il sogno. Lo fa la pubblicità al posto vostro. La pubblicità, insomma, non manipola la vostra capacità d'azione, nè la ignora: semplicemente la sostituisce.

    «IL VOSTRO PIACERE», dicono tutti gli slogan delle megacompagnie, «E' IL NOSTRO LAVORO».
    Quella che sembra essere una frase a doppio senso, qui ne ha addirittura uno triplo, e il terzo messaggio - cioè «PENSATE SOLTANTO AGLI AFFARI VOSTRI, E LASCIATE CHE DEL VOSTRO PIACERE CI OCCUPIAMO NOI PROFESSIONISTI, PER AMOR DI DIO» - non è casuale.

    il sottile pudore universale che accompagna la soddisfazione dei propri desideri, il bisogno di spiegare praticamente a chiunque che la soddisfazione dei propri desideri non è in realtà soddisfazione dei propri desideri.

    Ma la mia parte infantile è insaziabile - e anzi, la sua essenza, il suo Dasein o quant'altro, consiste proprio nella sua insaziabilità a priori. In risposta alla prospettiva di una gratificazione e un accudimento straordinari, la mia insaziabile parte infantile non faràche accrescere la soglia di soddisfazione fino a conseguire di nuovo la sua omeostasi di grave insoddisfazione.

    E la stragrande maggioranza delle chiacchiere che origlio sono passeggeri che spiegano ad altri passeggeri perché hanno deciso di prenotare la crociera 7NC. E' proprio l'argomento di conversazione universale, qui, come le chiacchiere nella sala ricreazione di un centro di igiene mentale: "E tu, come mai sei qui?".

    Sulla Nadir, invece, una volta esaurito il senso di novità e di comodità, comincio a scoprire che tutta questa cura fenomenale non ha niente a che fare con me. (Ed è stato particolarmente traumatico rendermi conto che Petra pulisce la cabina 1009 in modo così straordinario semplicemente perchè ha l'ordine di fare così, e quindi (è ovvio) non lo fa per me o perchè io le piaccio o pensa che non è problema o io essere molto simpatico - infatti mi avrebbe pulito la cabina in modo altrettanto straordinario anche se io fossi stato un *******e - ed è persino possibile che dietro il sorriso pensi davvero che sono un *******e, e se è così che succederebbe se io fossi davvero un *******e? - voglio dire, se il viziare, se la gentilezza radicale non sono motivate da un affetto forte e quindi nè ti danno la certezza nè ti aiutano a rassicurarti che insomma non sei un *******e, quale profondo e significativo valore vuole avere tutta questa condiscendenza e pulizia?)

    I pianerottoli hanno pareti a specchio, una cosa fantastica perchè grazie agli specchi potete guardare il culo delle donne in abito da cocktail che salgono un gradino avanti a voi senza sembrare uno di quei tipi laidi che si mettono a guardare il culo delle donne sulle scale.

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  • Sheila Carter
    replied
    Altre frasi, tratte da La leggenda di Otori, di Hern Lian:

    “Ma in quel momento la Vendetta mi prese sotto la sua ala e io la riconobbi e appresi all’istante la sua lezione. Era lei che volevo; era lei che mi avrebbe impedito, da allora in poi, di sentirmi un’ombra vivente. In quel preciso istante la accolsi interamente nel mio cuore”

    “La morte arriva all’improvviso e la vita è breve ed effimera. Nessuno può cambiare questa realtà nè con le preghiere nè con gli incantesimi. I bambini ne piangono. Gli uomini e le donne, invece, sopportano”

    “Il vento agitava gli antichi cedri e gli insetti notturni fendevano il silenzio con il loro monotono ronzio. Sarebbe stato sempre così, pensai, estate dopo estate, inverno dopo inverno; la luna sarebbe tramontata sempre a ponente, restituendo la notte alle stelle e le stelle, nel giro di una o due ore, si sarebbero arrese al fulgore del sole. Il sole sarebbe salito alto sopra le montagne, accorciando l’ombra dei cedri; poi sarebbe scomparso di nuovo dietro i crinali. Così andava il il mondo e così sarebbe sempre andato, mentre l’umanità cercava di sopravvivere sospesa tra la luce e le tenebre”

    “Se si combatte con furia, si vive. Se si cerca solo di sopravvivere, si muore”


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