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    è andata a finire che ho impastato la focaccia

    Dopo due dècadi
    decàdi.

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        Adri saperti cosparsa di farina col mattarello in mano mi riempie di gaudio e delizie.

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          altolà al mattarello! è vietatissimo per la focaccia!
          in compenso il pavimento della cucina è ben imbiancato di farina. com'è che sono così disordinata?

          Dopo due dècadi
          decàdi.

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            Da Moby Dick

            "Sulla bianca gobba della balena aveva accumulato la somma di tutta la rabbia, di tutto l'odio sentiti dalla sua stirpe da Adamo in poi; quindi, neanche avesse un mortaio al posto del petto, le sparava contro, come un proiettile, il suo cuore rovente."

            La vecchiaia è sempre insonne, come se, da quanto più tempo un uomo è legato alla vita, tanto meno abbia alcunché da spartire con cose che somiglino alla morte.

            "Oh, Achab" gridò Starbucks "non è troppo tardi, nemmeno ora, il terzo giorno per desistere. Guarda Moby Dick non ti cerca. Sei tu, sei tu che come un folle cerchi lui."

            Contro di te io sto per infrangermi, o balena che tutto distruggi ma nulla vinci; fino all'ultimo ti combatto; dal cuore dell'inferno ti vibro colpi di pugnale; e in nome del mio dio ti sputo addosso il mio ultimo respiro. Affondino tutte le bare e tutti i carri funebri in un unico gorgo! E poiché a me non spetteranno, che io venga agganciato e fatto a pezzi mentre ancora ti do la caccia, benché legato a te, maledetta balena! Così io scaglio il mio rampone!


            Sa Nugoresa:
            A ti facher sa corte est un impresa, no’ nde cheres nemmancu a coro in manu menzus riccu mancari non sia’ sanu o tzeraccu fachendeti s’ispesa.
            Hai ragione, non ti aiuto... te la impiastro direttamente

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              da Portami a casa di Jonathan Trooper

              I matrimoni naufragano. Tutti hanno le loro ragioni, ma nessuno sa davvero perché. Ci siamo sposati giovani, forse è stato questo il nostro errore. [...] Sapevamo che il matrimonio può essere difficile nello stesso modo in cui sapevamo che ci sono bambini che muoiono di fame in Africa: era un fatto tragico, ma a vari mondi di distanza dalla nostra realtà. Noi saremmo stati diversi. Avremmo alimentato costantemente il fuoco, saremmo stati i migliori amici che scopavano ogni notte fino allo sfinimento. Avremmo evitato le insidie dell'autocompiacimento: saremmo rimasti giovani nell'animo e in perfetta forma fisica, avremmo mantenuto i nostri baci lunghi e appassionati e il nostro ventre piatto, ci saremmo tenuti per mano durante le passeggiate, avremmo chiacchierato sottovoce fino a tarda notte, pomiciato al cinema e praticato vicendevolmente il sesso orale con immutato entusiasmo finché le artritiche limitazioni della vecchiaia non lo avessero reso sconsigliabile. [...]
              Quando ripenso a come eravamo stupidi, a come eravamo ostinatamente ciechi davanti alla realtà che ci aspettava, vorrei solo tornare da quell'ossuto e presuntuoso ragazzo dal cuore gonfio e dall'erezione perenne per spaccargli tutti i denti.


              Sa Nugoresa:
              A ti facher sa corte est un impresa, no’ nde cheres nemmancu a coro in manu menzus riccu mancari non sia’ sanu o tzeraccu fachendeti s’ispesa.
              Hai ragione, non ti aiuto... te la impiastro direttamente

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                  da niente di nuovo sul fronte occidentale:

                  Compagno, io non ti volevo uccidere. Se tu saltassi un'altra volta qua dentro, io non ti ucciderei, purché anche tu fossi ragionevole. Ma prima tu eri per me solo un'idea, una formula di concetti nel mio cervello, che determinava quella risoluzione. Io ho pugnalato codesta formula. Soltanto ora vedo che sei un uomo come me. Allora pensai alle tue bombe a mano, alla tua baionetta, alle tue armi; ora vedo la tua donna, il tuo volto, e quanto ci somigliamo. Perdonami, compagno! Noi vediamo queste cose sempre troppo tardi. Perché non ci hanno mai detto che voi siete poveri cani al par di noi, che le vostre mamme sono in angoscia per voi, come per noi le nostre, e che abbiamo lo stesso terrore, e la stessa morte e lo stesso patire… Perdonami, compagno, come potevi tu essere mio nemico? Se gettiamo via queste armi e queste uniformi, potresti essere mio fratello.

                  Un ordine ha trasformato queste figure silenziose in nemici nostri; un altro ordine potrebbe trasformarli in amici. Intorno a un tavolo un foglio viene firmato da pochi individui che nessuno di noi conosce, e per anni diventa nostro scopo supremo ciò che in ogni altro caso provocherebbe il disprezzo di tutto il mondo. […] Ogni sottufficiale per la sua recluta, ogni professore per i suoi alunni è un nemico peggiore che costoro non siano per noi. Eppure noi torneremo a sparare contro di loro ed essi contro di noi…

                  Non saremo mai più legati al nostro dolce paese, come fummo un tempo. Non era già la conoscenza della sua bellezza né del suo carattere quella che ci attirava, ma un senso di comunanza, questa fraternità nostra con le cose e con gli eventi della nostra vita, che ci separava dal resto e ci rendeva un poco incomprensibile anche il mondo dei nostri genitori: perché, non so come, eravamo sempre e teneramente abbandonati, perduti in quell'amore, e la più piccola cosa ci conduceva sempre sul sentiero dell'infinito. Era, forse, il privilegio della nostra giovinezza? Noi non vedevamo limiti, il mondo intorno a noi non aveva fine, e nel sangue palpitava l'attesa, che ci faceva una cosa sola con lo scorrere dei nostri giorni.
                  Oggi nella patria della nostra giovinezza noi si camminerebbe come viaggiatori di passaggio: gli eventi ci hanno consumati; siamo divenuti accorti come mercanti, brutali come macellai. Non siamo più spensierati, ma atrocemente indifferenti. Sapremmo forse vivere, nella dolce terra: ma quale vita? Abbandonati come fanciulli, disillusi come vecchi, siamo rozzi, tristi, superficiali. Io penso che siamo perduti.


                  Mi alzo: sono molto contento. Vengano i mesi e gli anni, non mi prenderanno più nulla. Sono tanto solo, tanto privo di speranze che posso guardare dinanzi a me senza timore. La vita, che mi ha portato attraverso questi anni, è ancora nelle mie mani e nei miei occhi. Se io abbia saputo dominarla, non so. Ma finché dura, essa si cercherà la sua strada, vi consenta o non vi consenta quell'essere, che nel mio interno dice "io".

                  Dopo due dècadi
                  decàdi.

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                    da "Un giorno perfetto" della Mazzucco:

                    "Non ho pietà di lei, la amo. Anche se ha sposato mio padre - la amo così com'è. Perché ha trent'anni e ha avuto modo di capire cosa non conta. Per come cammina, nervosa, in fretta, come se stesse perdendo un treno. Per la cura con cui maneggia le cose, perché sa che possono rompersi. Perché è presente anche quando ti ignora, per la malizia che ammicca nell'oscurità della pupilla, per la sua mancanza di entusiasmo e la sua austerità e per tutto ciò che di lei non so. Perché ho ventitre anni e preferisco trovarla oggi che diventare l'uomo di cui potrebbe innamorarsi domani."

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                      com'è la mazzucco? ho letto cose positive sui suoi libri

                      Dopo due dècadi
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                        Devo dire che a me questo è piaciuto parecchio, però è l'unico che conosco.

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                          metto qualche frase da bacio perugina da neve

                          Un mattino di sole sbiadito, una farfalla gli si posò sulla spalla e vi lasciò una làbile traccia di stelle, che la pioggia di giugno lavò via.

                          La prima cicala
                          Disse lui, e
                          Pisciò

                          "Padre, voglio diventare poeta."
                          "La poesia non è un mestiere. E' un passatempo. Le poesie sono come acqua che scorre. Come questo fiume."
                          "E' esattamente quello che voglio fare. Imparare a guardare il tempo che scorre."

                          Si addormentò, con in mano il sesso eretto, come un peperoncino rosso.

                          La stessa sera, Yuko fece l'amore con la ragazza della fontana. La prese sulla neve, sotto l'arabesco di cristallo di un ciliegio. Lo fecero sette volte. Con violenza. Finchè il suo membro divenne un carciofo vizzo, e il sesso di lei una crepa paonazza.

                          Ci sono due specie di persone.
                          Ci sono quelli che vivono, giocano e muoiono,
                          E ci sono quelli che si tengono in equilibrio sul crinale della vita.
                          Ci sono gli attori.
                          E ci sono i funamboli.

                          E si amarono l'un l'altro
                          Sospesi su un filo
                          Di neve.

                          Dopo due dècadi
                          decàdi.

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                              No ma non scherziamo vi prego. Ma che è? L'haiku di cento colpi di spazzola?
                              Ultima modifica di Vaniglia; 21-10-2014, 17:03.

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                                Il carciofo vizzo
                                Ma il peperoncino rosso è il top

                                Dopo due dècadi
                                decàdi.

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