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    DA FURORE
    "Be'", disse Casy, "se lo chiedi a me ti dico che hai sbagliato e basta, ma se per te hai peccato... allora hai peccato. Uno i suoi peccati se li costruisce colle sue mani.

    oppaccia sei una zecca fastidiosa e irritante, ti detesto!ADDIO!!!! episodio 6282: la broccola offre prestazioni sessuali in cambio di favori

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      SEMPRE DA FURORE, TOM JOAD ♥

      E così non importa. Perchè io ci sarò sempre, nascosto e dappertutto. Sarò in tutti i posti… dappertutto dove ti giri a guardare. Dove c’è qualcuno che lotta per dare da mangiare a chi ha fame, io sarò lì. Dove c’è uno sbirro che picchia qualcuno, io sarò lì. Se Casy aveva ragione, bè, allora sarò negli urli di quelli che si ribellano… e sarò nelle risate dei bambini quando hanno fame e sanno che la minestra è pronta. E quando la nostra gente mangerà le cose che ha coltivato e vivrà nelle case che ha costruito… bè, io sarò lì. Capisci?

      oppaccia sei una zecca fastidiosa e irritante, ti detesto!ADDIO!!!! episodio 6282: la broccola offre prestazioni sessuali in cambio di favori

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        Da "Il labirinto degli spiriti" di Zafon:

        " Le certezze confortano,ma si impara solo dubitando"
        Tharla/Tridge/Steam/Stic/Bricky4ever

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          Magari chi non ha letto HP potrà non capire il contesto ed alcuni termini, ma credo che il concetto di fondo sia perfettamente intuibile:


          <<Grazie>> riprese la voce di Lee.<<E ora rivolgiamoci al nostro collaboratore Royal, per un aggiornamento sugli effetti del nuovo ordine magico sul mondo babbano>>
          <<Grazie, River>> rispose una voce inconfondibile, profonda, misurata, rassicurante. <<I Babbani continuano ad ignorare la causa delle loro sofferenze, ma stanno subendo ripetute, pesanti perdite>> cominciò Kingsley. <<Tuttavia continuiamo a sentire storie profondamente significative di maghi e streghe che rischiano la propria incolumità per proteggere amici e vicini babbani, spesso a insaputa dei Babbani stessi. Vorrei fare un appello a tutti gli ascoltatori perché seguano il loro esempio, magari imponendo un incantesimo di protezione sulle abitazioni babbane della loro strada. Molte vite potrebbero essere salvate adottando queste semplici misure>>.
          <<E che cosa diresti, Royal, a quegli ascoltatori che obiettano che in tempi così pericolosi dovrebbe valere il motto "prima i maghi"?>> gli chiese Lee.
          << Direi che da "prima i maghi" a "prima i Purosangue", e infine a "prima i Mangiamorte" il passo è breve>> rispose Kingsley. <<Siamo tutti esseri umani no? Ogni vita umana ha lo stesso valore e merita di essere salvata>>.

          Da "Harry Potter e i Doni della morte"
          "Sono le scelte che facciamo che dimostrano quel che siamo veramente, molto più delle nostre capacità"

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            Da Pastorale Americana di Roth:

            "Nessuno passa attraverso la tristezza,il dolore,la confusione e la perdita senza restare segnato in qualche modo. Anche a quelli che da piccoli hanno avuto tutto toccherà,prima o poi,la loro quota d'infelicità; se non, certe volte, una quota maggiore."
            Tharla/Tridge/Steam/Stic/Bricky4ever

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              Quel libro è tutto da citare. C'è un passo verso l'inizio che è meraviglioso. Forse l'avevo postato qui...ora lo cerco.

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              Dopo due dècadi
              decàdi.

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                Originariamente postato da Akimina View Post
                da pastorale americana

                Lotti contro la tua superficialità, la tua faciloneria, per cercare di accostarti alla gente senza aspettative illusorie, senza un carico eccessivo di pregiudizi, di speranze o di arroganza, nel modo meno simile a quello di un carro armato, senza cannoni, mitragliatrici e corazze d'acciaio spesse quindici centimetri; offri alla gente il tuo volto più bonario, camminando in punta di piedi invece di sconvolgere il terreno con i cingoli, e l'affronti con larghezza di vedute, da pari a pari, da uomo a uomo, come si diceva una volta, e tuttavia non manchi mai di capirla male. Tanto varrebbe avere il cervello di un carro armato. La capisci male prima d'incontrarla, mentre pregusti il momento in cui l'incontrerai; la capisci male mentre sei con lei; e poi vai a casa, parli con qualcun altro dell'incontro, e scopri ancora una volta di aver travisato. Poiché la stessa cosa capita, in genere, anche ai tuoi interlocutori, tutta la faccenda è, veramente, una colossale illusione priva di fondamento, una sbalorditiva commedia degli equivoci. Eppure, come dobbiamo regolarci con questa storia, questa storia così importante, la storia degli altri, che si rivela priva del significato che secondo noi dovrebbe avere e che assume invece un significato grottesco, tanto siamo male attrezzati per discernere l'intimo lavorio e gli scopi invisibili degli altri? Devono, tutti, andarsene e chiudere la porta e vivere isolati come fanno gli scrittori solitari, in una cella insonorizzata, creando i loro personaggi con le parole e poi suggerendo che questi personaggi di parole siano più vicini alla realtà delle persone vere che ogni giorno noi mutiliamo con la nostra ignoranza? Rimane il fatto che, in ogni modo, capire bene la gente non è vivere. Vivere è capirla male, capirla male e male e poi male e, dopo un attento riesame, ancora male. Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando. Forse la cosa migliore sarebbe dimenticare di aver ragione o torto sulla gente e godersi semplicemente la gita. Ma se ci riuscite... Beh, siete fortunati.



                Come penetrare nell'intimo della gente? Era una dote o una capacità che non possedeva. Non aveva semplicemente la combinazione di quella serratura. Prendeva per intelligente chi lanciava i segnali dell'intelligenza. E fino a quel momento non era riuscito a vedere dentro sua figlia, non era riuscito a vedere dentro sua moglie, non era riuscito a vedere dentro la sua unica amante: forse non aveva neppure cominciato a vedere dentro di sé. Cos'era, lui, spogliato di tutti i segnali che lanciava? La gente, dappertutto, si alzava in piedi urlando: “Questa persona sono io! Questa persona sono io!” Ogni volta che li guardavi si alzavano e ti dicevano chi erano, e la verità era che non avevano, non più di quanto l'avesse lui, la minima idea di chi o che cosa fossero. Credevano anche loro ai segnali che lanciavano. Avrebbero dovuto alzarsi e gridare: “Questa persona non sono io! Questa persona non sono io!” L'avrebbero fatto, se avessero avuto un minimo di pudore. “Questa persona non sono io!” Allora forse avresti saputo come procedere tra quei segnali, tra le innumerevoli stronzate di questo mondo.
                Amissimo

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                Dopo due dècadi
                decàdi.

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                  Originariamente postato da Chetenefrega View Post
                  Da Pastorale Americana di Roth:

                  "Nessuno passa attraverso la tristezza,il dolore,la confusione e la perdita senza restare segnato in qualche modo. Anche a quelli che da piccoli hanno avuto tutto toccherà,prima o poi,la loro quota d'infelicità; se non, certe volte, una quota maggiore."
                  E ancora:

                  "Resta il fatto che,in ogni modo, capire bene la gente non è vivere. Vivere è capirla male,capirla male e male e poi male e,dopo un attento riesame,ancora male. Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando. Forse la cosa migliore sarebbe dimenticare di aver ragione o torto sulla gente e godersi semplicemente la gita."

                  Lovvissimo
                  Tharla/Tridge/Steam/Stic/Bricky4ever

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                    guarda, se riesci a non farti fregare dal continuo rimuginare, dall'andare avanti e indietro su eventi apparentemente banali e dal soffermarsi su tutto lo scibile relativo ai guanti, ti piacerà tantissimo. non è un libro facile, non è quello che ti aspetti, ma se riesci ad entrarci è tutto ciò che uno ha sempre sognato di trovare in un libro. quando lo finisci ne discutiamo quanto ti pare, sono fresca di rilettura ed entusiasmo.

                    Dopo due dècadi
                    decàdi.

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                      Eccovi una citazione da "Fuoco amico" di Yehoshua:

                      "Con lei mi è più facile liberarmi della mia identità.
                      Sijin Kuang è una vera animata che crede negli spiriti,negli alberi e nelle pietre.Non come manifestazione confusa di una religione astratta e fallimentare e nemmeno perché,sentendosi debole e disperata,cerca aiuto. Per lei adorare alberi e pietre è un vero atto di fede,per quanto di tipo diverso. Quindi,a differenza dei cristiani e dei musulmani,non ha nessun legame,o obbligo,nei confronti degli ebrei, nel bene e nel male. Non prova per loro amore né odio,non li vede all'origine del suo credo né li considera suoi concorrenti. Per lei siamo irrilevanti,e nemmeno pensa che lei abbia una qualche rilevanza per noi. (....) Perciò senza parole, senza sforzo,da essere umano a essere umano,mi aiuta a spogliarmi della mia identità,come un uomo bianco che si è tolto la sua pelle nera.Tutto quello che mi opprime scivola via,senza filosofie e discussioni.
                      Tharla/Tridge/Steam/Stic/Bricky4ever

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                        Originariamente postato da Chetenefrega View Post
                        Eccovi una citazione da "Fuoco amico" di Yehoshua:

                        "Con lei mi è più facile liberarmi della mia identità.
                        Sijin Kuang è una vera animata che crede negli spiriti,negli alberi e nelle pietre.Non come manifestazione confusa di una religione astratta e fallimentare e nemmeno perché,sentendosi debole e disperata,cerca aiuto. Per lei adorare alberi e pietre è un vero atto di fede,per quanto di tipo diverso. Quindi,a differenza dei cristiani e dei musulmani,non ha nessun legame,o obbligo,nei confronti degli ebrei, nel bene e nel male. Non prova per loro amore né odio,non li vede all'origine del suo credo né li considera suoi concorrenti. Per lei siamo irrilevanti,e nemmeno pensa che lei abbia una qualche rilevanza per noi. (....) Perciò senza parole, senza sforzo,da essere umano a essere umano,mi aiuta a spogliarmi della mia identità,come un uomo bianco che si è tolto la sua pelle nera.Tutto quello che mi opprime scivola via,senza filosofie e discussioni.
                        E ancora:
                        " Il fuoco è considerato qualcosa di vivo. È in perpetuo movimento,cambia forma e colore. Consuma,produce suono e riscalda. L'uomo può crearlo o soffocarlo,soffiarvi sopra per ravvivarlo oppure,sempre soffiandoci sopra,spegnerlo. Il fuoco è l'unica cosa sulla faccia della testa che l'uomo può sopprimere o riportare in vita.a maggior parte di ciò che gli esseri umani creano o fabbricano ha a che fare col fuoco,e anche la maggior parte di ciò che distruggono, o rovinano. Il fuoco è un amico che aiuta a vivere,disinfetta,purifica,ma è anche un temibile nemico. Forse,nel dominio sul fuoco,è insita anche la chiave per comprendere la morte.
                        Di tutte le creature terrestri l'uomo è l'unico a capire il significato della morte. È strano,perché tutti gli animali sono circondati dalla violenza.la provocano ogni giorno. Eppure,la consapevolezza della morte è peculiare all'uomo e si esprime,ad esempio,nelle usanze di sepoltura,comparse per la prima volta sulla faccia della testa circa centomila anni fa.
                        La coscienza umana si differenzia da quella degli animali principalmente in due cose: per la conoscenza del fuoco e della morte. C'è un nesso fra queste due cose. L'una genera l'altra. La conoscenza del fuoco ha fatto si che l'uomo controllasse la natura,ma l'ha anche trasformato in un essere malinconico, consapevole dell'ineluttabilità della morte."

                        Ho usato il telefono scemo per scrivere,per cui spero che non ci siano erroracci di distrazione o dovuti alla cretinaggine del mio cellulare.
                        Tharla/Tridge/Steam/Stic/Bricky4ever

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                          Da "Veleno d'inchiostro" di Cornelia Funke:


                          "Era più facile credere alla cattiva sorte che alla buona"
                          "Le storie non finiscono mai,Meggie - le aveva confidato una volta Mo. "Anche se i libri ce lo fanno volentieri credere. Le storie vanno sempre avanti e non finiscono con l'ultima pagina,così come non iniziano con la prima."
                          "Non è strano come un libro diventi più spesso se viene letto e riletto di continuo - aveva osservato Mo un giorno. "Come se ogni volta, fra le pagine, rimanesse,attaccato qualcosa: sensazioni,pensieri,rumori,odori... E quando a distanza di anni li riapri,ritrovi te stesso,un po' più giovane,un po' diverso,quasi il libro ti avesse conservato come un fiore fatto seccare fra le pagine... un po' estraneo e un po' familiare."
                          "Quale libro cessava di esistere solo perché l'autore moriva?"
                          "- Nulla è eterno,Balbulus. E che cosa c'è di meglio,per le parole,che essere cantate in giro? Si,certo,ogni volta mutano,hanno una melodia diversa. Ma non è questo il bello? Una storia che cambia continuamente vestito. Una storia che cresce e germoglia come un qualcosa di vivo! Quelle che vengono chiuse nei libri,invece? Sì,magari vivono più a lungo,ma prendono vita solo quando i libri vengono aperti. Sono suoni pressati tra i fogli,e solo una voce può dar loro fiato! E se accade,fanno scintille. (...) Sì,può darsi che abbiate ragione. La carta le rende immortali. Ma (...) io continuo forse a vivere con esse fra quelle pagine? No. Noi non siamo immortali,e nemmeno le parole più belle cambieranno mai questo fatto. O no?."

                          " - Parli di magia! -mormorò.
                          - No. Parlo di lettura a voce alta."
                          "Incubi. "Sono i morti. Sono loro a portarli" soleva ripetere Farid. "Ti sussurrano cose spaventose e poi ti si coricano sul petto per sentire il tuo cuore battere all'impazzata. Dà loro la sensazione di essere ancora vivi."
                          Tharla/Tridge/Steam/Stic/Bricky4ever

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                            Da "Leaving" di Jodi Picoult

                            "È per questo che allontani gli altri?" sussurrò. "Perché non possano avvicinarsi abbastanza da farti male quando se ne andranno?".
                            (...) Uno dei aspetti più sorprendenti degli elefanti che piangono un loro caro nella natura libera e selvaggia è la loro capacità di soffrire intensamente, per poi smettere sinceramente e inequivocabilmente. A quanto pare gli esseri umani non riescono a farlo. Ho sempre pensato che sia a causa della religione. Ci aspettiamo di rivedere i nostri cari nella prossima vita,qualunque essa sia. Gli elefanti non hanno questa speranza,ma solo i ricordi di questa vita. Forse per questo è più facile andare avanti,per loro.
                            Tharla/Tridge/Steam/Stic/Bricky4ever

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                              "Vivere è arrivare al cuore delle persone... Credo che "vivere" significhi questo... prestare attenzione a qualcuno... innamorarsi di qualcuno... odiare qualcuno... divertirsi con qualcuno... tenersi per mano con qualcuno... questo è vivere! Se sei solo non puoi dire di esistere... Le tue relazioni con gli altri ti dicono che sei vivo... è questo che penso... il mio cuore c'è perché ascolta gli altri... il mio corpo esiste perché è toccato dagli altri... ecco perché ha senso dire di essere viva."
                              Sakura, Voglio mangiare il tuo pancreas (Kimi no suizou wo tabetai), di Yoru Sumino
                              Abbasso Brokka ed Hoppa
                              Puntata 5837: Broccolaccia annuncia ufficialmente la sua menopausa, ma NON è vero!
                              Puntata 6275: Oppaccia scongela la patata in mondo-visione

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                                "Adesso non cercava più così disperatamente i ricordi d'infanzia,al di fuori della «realtà»,come era solita dire. Si era resa conto che si ottengono solo schegge, che i ricordi consistono sempre di frammenti che la mente compone secondo un modello, (...) e che non necessariamente corrisponde a un evento realmente accaduto. (...)
                                Si era decisa a lasciare che i propri frammenti giacessero sparsi appena abbozzati. Aveva scoperto che era quello l'unico modo per conoscere il passato. Solo brevi momenti, certo, attimi. (...)"
                                "Chi ha una grotta in cui rifugiarsi non impara mai a lottare".
                                " Con gli anni ho perduto il legame con il Dalsland. Divenne assolutamente evidente quella volta che Anna mi ci riportò. Riconoscevo tutto, la cascata, i laghi, gli alberi, i sentieri. Ma loro mi avevano dimenticata. Fu doloroso e piansi molto.
                                Non si dovrebbe mai tornare ai luoghi sacri"

                                " Le figlie di Hanna" di Marianne Fredriksson
                                Tharla/Tridge/Steam/Stic/Bricky4ever

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