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  • Chetenefrega
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    Originariamente postato da Chetenefrega View Post
    Eccovi una citazione da "Fuoco amico" di Yehoshua:

    "Con lei mi è più facile liberarmi della mia identità.
    Sijin Kuang è una vera animata che crede negli spiriti,negli alberi e nelle pietre.Non come manifestazione confusa di una religione astratta e fallimentare e nemmeno perché,sentendosi debole e disperata,cerca aiuto. Per lei adorare alberi e pietre è un vero atto di fede,per quanto di tipo diverso. Quindi,a differenza dei cristiani e dei musulmani,non ha nessun legame,o obbligo,nei confronti degli ebrei, nel bene e nel male. Non prova per loro amore né odio,non li vede all'origine del suo credo né li considera suoi concorrenti. Per lei siamo irrilevanti,e nemmeno pensa che lei abbia una qualche rilevanza per noi. (....) Perciò senza parole, senza sforzo,da essere umano a essere umano,mi aiuta a spogliarmi della mia identità,come un uomo bianco che si è tolto la sua pelle nera.Tutto quello che mi opprime scivola via,senza filosofie e discussioni.
    E ancora:
    " Il fuoco è considerato qualcosa di vivo. È in perpetuo movimento,cambia forma e colore. Consuma,produce suono e riscalda. L'uomo può crearlo o soffocarlo,soffiarvi sopra per ravvivarlo oppure,sempre soffiandoci sopra,spegnerlo. Il fuoco è l'unica cosa sulla faccia della testa che l'uomo può sopprimere o riportare in vita.a maggior parte di ciò che gli esseri umani creano o fabbricano ha a che fare col fuoco,e anche la maggior parte di ciò che distruggono, o rovinano. Il fuoco è un amico che aiuta a vivere,disinfetta,purifica,ma è anche un temibile nemico. Forse,nel dominio sul fuoco,è insita anche la chiave per comprendere la morte.
    Di tutte le creature terrestri l'uomo è l'unico a capire il significato della morte. È strano,perché tutti gli animali sono circondati dalla violenza.la provocano ogni giorno. Eppure,la consapevolezza della morte è peculiare all'uomo e si esprime,ad esempio,nelle usanze di sepoltura,comparse per la prima volta sulla faccia della testa circa centomila anni fa.
    La coscienza umana si differenzia da quella degli animali principalmente in due cose: per la conoscenza del fuoco e della morte. C'è un nesso fra queste due cose. L'una genera l'altra. La conoscenza del fuoco ha fatto si che l'uomo controllasse la natura,ma l'ha anche trasformato in un essere malinconico, consapevole dell'ineluttabilità della morte."

    Ho usato il telefono scemo per scrivere,per cui spero che non ci siano erroracci di distrazione o dovuti alla cretinaggine del mio cellulare.

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  • Chetenefrega
    replied
    Eccovi una citazione da "Fuoco amico" di Yehoshua:

    "Con lei mi è più facile liberarmi della mia identità.
    Sijin Kuang è una vera animata che crede negli spiriti,negli alberi e nelle pietre.Non come manifestazione confusa di una religione astratta e fallimentare e nemmeno perché,sentendosi debole e disperata,cerca aiuto. Per lei adorare alberi e pietre è un vero atto di fede,per quanto di tipo diverso. Quindi,a differenza dei cristiani e dei musulmani,non ha nessun legame,o obbligo,nei confronti degli ebrei, nel bene e nel male. Non prova per loro amore né odio,non li vede all'origine del suo credo né li considera suoi concorrenti. Per lei siamo irrilevanti,e nemmeno pensa che lei abbia una qualche rilevanza per noi. (....) Perciò senza parole, senza sforzo,da essere umano a essere umano,mi aiuta a spogliarmi della mia identità,come un uomo bianco che si è tolto la sua pelle nera.Tutto quello che mi opprime scivola via,senza filosofie e discussioni.

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  • Akimina
    replied
    guarda, se riesci a non farti fregare dal continuo rimuginare, dall'andare avanti e indietro su eventi apparentemente banali e dal soffermarsi su tutto lo scibile relativo ai guanti, ti piacerà tantissimo. non è un libro facile, non è quello che ti aspetti, ma se riesci ad entrarci è tutto ciò che uno ha sempre sognato di trovare in un libro. quando lo finisci ne discutiamo quanto ti pare, sono fresca di rilettura ed entusiasmo.

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  • Chetenefrega
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    Originariamente postato da Chetenefrega View Post
    Da Pastorale Americana di Roth:

    "Nessuno passa attraverso la tristezza,il dolore,la confusione e la perdita senza restare segnato in qualche modo. Anche a quelli che da piccoli hanno avuto tutto toccherà,prima o poi,la loro quota d'infelicità; se non, certe volte, una quota maggiore."
    E ancora:

    "Resta il fatto che,in ogni modo, capire bene la gente non è vivere. Vivere è capirla male,capirla male e male e poi male e,dopo un attento riesame,ancora male. Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando. Forse la cosa migliore sarebbe dimenticare di aver ragione o torto sulla gente e godersi semplicemente la gita."

    Lovvissimo

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  • Akimina
    replied
    Originariamente postato da Akimina View Post
    da pastorale americana

    Lotti contro la tua superficialità, la tua faciloneria, per cercare di accostarti alla gente senza aspettative illusorie, senza un carico eccessivo di pregiudizi, di speranze o di arroganza, nel modo meno simile a quello di un carro armato, senza cannoni, mitragliatrici e corazze d'acciaio spesse quindici centimetri; offri alla gente il tuo volto più bonario, camminando in punta di piedi invece di sconvolgere il terreno con i cingoli, e l'affronti con larghezza di vedute, da pari a pari, da uomo a uomo, come si diceva una volta, e tuttavia non manchi mai di capirla male. Tanto varrebbe avere il cervello di un carro armato. La capisci male prima d'incontrarla, mentre pregusti il momento in cui l'incontrerai; la capisci male mentre sei con lei; e poi vai a casa, parli con qualcun altro dell'incontro, e scopri ancora una volta di aver travisato. Poiché la stessa cosa capita, in genere, anche ai tuoi interlocutori, tutta la faccenda è, veramente, una colossale illusione priva di fondamento, una sbalorditiva commedia degli equivoci. Eppure, come dobbiamo regolarci con questa storia, questa storia così importante, la storia degli altri, che si rivela priva del significato che secondo noi dovrebbe avere e che assume invece un significato grottesco, tanto siamo male attrezzati per discernere l'intimo lavorio e gli scopi invisibili degli altri? Devono, tutti, andarsene e chiudere la porta e vivere isolati come fanno gli scrittori solitari, in una cella insonorizzata, creando i loro personaggi con le parole e poi suggerendo che questi personaggi di parole siano più vicini alla realtà delle persone vere che ogni giorno noi mutiliamo con la nostra ignoranza? Rimane il fatto che, in ogni modo, capire bene la gente non è vivere. Vivere è capirla male, capirla male e male e poi male e, dopo un attento riesame, ancora male. Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando. Forse la cosa migliore sarebbe dimenticare di aver ragione o torto sulla gente e godersi semplicemente la gita. Ma se ci riuscite... Beh, siete fortunati.



    Come penetrare nell'intimo della gente? Era una dote o una capacità che non possedeva. Non aveva semplicemente la combinazione di quella serratura. Prendeva per intelligente chi lanciava i segnali dell'intelligenza. E fino a quel momento non era riuscito a vedere dentro sua figlia, non era riuscito a vedere dentro sua moglie, non era riuscito a vedere dentro la sua unica amante: forse non aveva neppure cominciato a vedere dentro di sé. Cos'era, lui, spogliato di tutti i segnali che lanciava? La gente, dappertutto, si alzava in piedi urlando: “Questa persona sono io! Questa persona sono io!” Ogni volta che li guardavi si alzavano e ti dicevano chi erano, e la verità era che non avevano, non più di quanto l'avesse lui, la minima idea di chi o che cosa fossero. Credevano anche loro ai segnali che lanciavano. Avrebbero dovuto alzarsi e gridare: “Questa persona non sono io! Questa persona non sono io!” L'avrebbero fatto, se avessero avuto un minimo di pudore. “Questa persona non sono io!” Allora forse avresti saputo come procedere tra quei segnali, tra le innumerevoli stronzate di questo mondo.
    Amissimo

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  • Akimina
    replied
    Quel libro è tutto da citare. C'è un passo verso l'inizio che è meraviglioso. Forse l'avevo postato qui...ora lo cerco.

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  • Chetenefrega
    replied
    Da Pastorale Americana di Roth:

    "Nessuno passa attraverso la tristezza,il dolore,la confusione e la perdita senza restare segnato in qualche modo. Anche a quelli che da piccoli hanno avuto tutto toccherà,prima o poi,la loro quota d'infelicità; se non, certe volte, una quota maggiore."

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  • Sandra87
    replied
    Magari chi non ha letto HP potrà non capire il contesto ed alcuni termini, ma credo che il concetto di fondo sia perfettamente intuibile:


    <<Grazie>> riprese la voce di Lee.<<E ora rivolgiamoci al nostro collaboratore Royal, per un aggiornamento sugli effetti del nuovo ordine magico sul mondo babbano>>
    <<Grazie, River>> rispose una voce inconfondibile, profonda, misurata, rassicurante. <<I Babbani continuano ad ignorare la causa delle loro sofferenze, ma stanno subendo ripetute, pesanti perdite>> cominciò Kingsley. <<Tuttavia continuiamo a sentire storie profondamente significative di maghi e streghe che rischiano la propria incolumità per proteggere amici e vicini babbani, spesso a insaputa dei Babbani stessi. Vorrei fare un appello a tutti gli ascoltatori perché seguano il loro esempio, magari imponendo un incantesimo di protezione sulle abitazioni babbane della loro strada. Molte vite potrebbero essere salvate adottando queste semplici misure>>.
    <<E che cosa diresti, Royal, a quegli ascoltatori che obiettano che in tempi così pericolosi dovrebbe valere il motto "prima i maghi"?>> gli chiese Lee.
    << Direi che da "prima i maghi" a "prima i Purosangue", e infine a "prima i Mangiamorte" il passo è breve>> rispose Kingsley. <<Siamo tutti esseri umani no? Ogni vita umana ha lo stesso valore e merita di essere salvata>>.

    Da "Harry Potter e i Doni della morte"

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  • Chetenefrega
    replied
    Da "Il labirinto degli spiriti" di Zafon:

    " Le certezze confortano,ma si impara solo dubitando"

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  • tittina
    replied
    SEMPRE DA FURORE, TOM JOAD ♥

    E così non importa. Perchè io ci sarò sempre, nascosto e dappertutto. Sarò in tutti i posti… dappertutto dove ti giri a guardare. Dove c’è qualcuno che lotta per dare da mangiare a chi ha fame, io sarò lì. Dove c’è uno sbirro che picchia qualcuno, io sarò lì. Se Casy aveva ragione, bè, allora sarò negli urli di quelli che si ribellano… e sarò nelle risate dei bambini quando hanno fame e sanno che la minestra è pronta. E quando la nostra gente mangerà le cose che ha coltivato e vivrà nelle case che ha costruito… bè, io sarò lì. Capisci?

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  • tittina
    replied
    DA FURORE
    "Be'", disse Casy, "se lo chiedi a me ti dico che hai sbagliato e basta, ma se per te hai peccato... allora hai peccato. Uno i suoi peccati se li costruisce colle sue mani.

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  • cl_som
    replied
    Originariamente postato da tittina View Post
    DA DELITTO E CASTIGO

    Avete ragione, non mi ama, ma non giurate mai su quel che può succedere fra marito e moglie o fra due amanti. C'è sempre un angolino che rimane sconosciuto a tutti gli altri, ed è noto solo a loro due
    Bella citazione!

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  • tittina
    replied
    DA DELITTO E CASTIGO

    Avete ragione, non mi ama, ma non giurate mai su quel che può succedere fra marito e moglie o fra due amanti. C'è sempre un angolino che rimane sconosciuto a tutti gli altri, ed è noto solo a loro due

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  • Chetenefrega
    replied
    "Nato da un'unione ignota,ho avuto più madri di quanti figli abbiano quasi tutte le madri; mettere al mondo genitori è stata una delle mie lui curiose facoltà - una forma di fecondità a rovescio che sfugge al controllo degli anticoncezionali, e persino a quello della Vedova."

    "I figli della mezzanotte" -Salman Rushdie

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  • Vaniglia
    replied
    Ciao chette!

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