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  • Vaniglia
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  • Akimina
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    metto qualche frase da bacio perugina da neve

    Un mattino di sole sbiadito, una farfalla gli si posò sulla spalla e vi lasciò una làbile traccia di stelle, che la pioggia di giugno lavò via.

    La prima cicala
    Disse lui, e
    Pisciò

    "Padre, voglio diventare poeta."
    "La poesia non è un mestiere. E' un passatempo. Le poesie sono come acqua che scorre. Come questo fiume."
    "E' esattamente quello che voglio fare. Imparare a guardare il tempo che scorre."

    Si addormentò, con in mano il sesso eretto, come un peperoncino rosso.

    La stessa sera, Yuko fece l'amore con la ragazza della fontana. La prese sulla neve, sotto l'arabesco di cristallo di un ciliegio. Lo fecero sette volte. Con violenza. Finchè il suo membro divenne un carciofo vizzo, e il sesso di lei una crepa paonazza.

    Ci sono due specie di persone.
    Ci sono quelli che vivono, giocano e muoiono,
    E ci sono quelli che si tengono in equilibrio sul crinale della vita.
    Ci sono gli attori.
    E ci sono i funamboli.

    E si amarono l'un l'altro
    Sospesi su un filo
    Di neve.

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  • Vaniglia
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    Devo dire che a me questo è piaciuto parecchio, però è l'unico che conosco.

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  • Akimina
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    com'è la mazzucco? ho letto cose positive sui suoi libri

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  • Vaniglia
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    da "Un giorno perfetto" della Mazzucco:

    "Non ho pietà di lei, la amo. Anche se ha sposato mio padre - la amo così com'è. Perché ha trent'anni e ha avuto modo di capire cosa non conta. Per come cammina, nervosa, in fretta, come se stesse perdendo un treno. Per la cura con cui maneggia le cose, perché sa che possono rompersi. Perché è presente anche quando ti ignora, per la malizia che ammicca nell'oscurità della pupilla, per la sua mancanza di entusiasmo e la sua austerità e per tutto ciò che di lei non so. Perché ho ventitre anni e preferisco trovarla oggi che diventare l'uomo di cui potrebbe innamorarsi domani."

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  • Akimina
    replied
    da niente di nuovo sul fronte occidentale:

    Compagno, io non ti volevo uccidere. Se tu saltassi un'altra volta qua dentro, io non ti ucciderei, purché anche tu fossi ragionevole. Ma prima tu eri per me solo un'idea, una formula di concetti nel mio cervello, che determinava quella risoluzione. Io ho pugnalato codesta formula. Soltanto ora vedo che sei un uomo come me. Allora pensai alle tue bombe a mano, alla tua baionetta, alle tue armi; ora vedo la tua donna, il tuo volto, e quanto ci somigliamo. Perdonami, compagno! Noi vediamo queste cose sempre troppo tardi. Perché non ci hanno mai detto che voi siete poveri cani al par di noi, che le vostre mamme sono in angoscia per voi, come per noi le nostre, e che abbiamo lo stesso terrore, e la stessa morte e lo stesso patire… Perdonami, compagno, come potevi tu essere mio nemico? Se gettiamo via queste armi e queste uniformi, potresti essere mio fratello.

    Un ordine ha trasformato queste figure silenziose in nemici nostri; un altro ordine potrebbe trasformarli in amici. Intorno a un tavolo un foglio viene firmato da pochi individui che nessuno di noi conosce, e per anni diventa nostro scopo supremo ciò che in ogni altro caso provocherebbe il disprezzo di tutto il mondo. […] Ogni sottufficiale per la sua recluta, ogni professore per i suoi alunni è un nemico peggiore che costoro non siano per noi. Eppure noi torneremo a sparare contro di loro ed essi contro di noi…

    Non saremo mai più legati al nostro dolce paese, come fummo un tempo. Non era già la conoscenza della sua bellezza né del suo carattere quella che ci attirava, ma un senso di comunanza, questa fraternità nostra con le cose e con gli eventi della nostra vita, che ci separava dal resto e ci rendeva un poco incomprensibile anche il mondo dei nostri genitori: perché, non so come, eravamo sempre e teneramente abbandonati, perduti in quell'amore, e la più piccola cosa ci conduceva sempre sul sentiero dell'infinito. Era, forse, il privilegio della nostra giovinezza? Noi non vedevamo limiti, il mondo intorno a noi non aveva fine, e nel sangue palpitava l'attesa, che ci faceva una cosa sola con lo scorrere dei nostri giorni.
    Oggi nella patria della nostra giovinezza noi si camminerebbe come viaggiatori di passaggio: gli eventi ci hanno consumati; siamo divenuti accorti come mercanti, brutali come macellai. Non siamo più spensierati, ma atrocemente indifferenti. Sapremmo forse vivere, nella dolce terra: ma quale vita? Abbandonati come fanciulli, disillusi come vecchi, siamo rozzi, tristi, superficiali. Io penso che siamo perduti.


    Mi alzo: sono molto contento. Vengano i mesi e gli anni, non mi prenderanno più nulla. Sono tanto solo, tanto privo di speranze che posso guardare dinanzi a me senza timore. La vita, che mi ha portato attraverso questi anni, è ancora nelle mie mani e nei miei occhi. Se io abbia saputo dominarla, non so. Ma finché dura, essa si cercherà la sua strada, vi consenta o non vi consenta quell'essere, che nel mio interno dice "io".

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  • Akimina
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    Interessante

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  • Dea Interiore
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    da Portami a casa di Jonathan Trooper

    I matrimoni naufragano. Tutti hanno le loro ragioni, ma nessuno sa davvero perché. Ci siamo sposati giovani, forse è stato questo il nostro errore. [...] Sapevamo che il matrimonio può essere difficile nello stesso modo in cui sapevamo che ci sono bambini che muoiono di fame in Africa: era un fatto tragico, ma a vari mondi di distanza dalla nostra realtà. Noi saremmo stati diversi. Avremmo alimentato costantemente il fuoco, saremmo stati i migliori amici che scopavano ogni notte fino allo sfinimento. Avremmo evitato le insidie dell'autocompiacimento: saremmo rimasti giovani nell'animo e in perfetta forma fisica, avremmo mantenuto i nostri baci lunghi e appassionati e il nostro ventre piatto, ci saremmo tenuti per mano durante le passeggiate, avremmo chiacchierato sottovoce fino a tarda notte, pomiciato al cinema e praticato vicendevolmente il sesso orale con immutato entusiasmo finché le artritiche limitazioni della vecchiaia non lo avessero reso sconsigliabile. [...]
    Quando ripenso a come eravamo stupidi, a come eravamo ostinatamente ciechi davanti alla realtà che ci aspettava, vorrei solo tornare da quell'ossuto e presuntuoso ragazzo dal cuore gonfio e dall'erezione perenne per spaccargli tutti i denti.


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  • Dea Interiore
    replied
    Da Moby Dick

    "Sulla bianca gobba della balena aveva accumulato la somma di tutta la rabbia, di tutto l'odio sentiti dalla sua stirpe da Adamo in poi; quindi, neanche avesse un mortaio al posto del petto, le sparava contro, come un proiettile, il suo cuore rovente."

    La vecchiaia è sempre insonne, come se, da quanto più tempo un uomo è legato alla vita, tanto meno abbia alcunché da spartire con cose che somiglino alla morte.

    "Oh, Achab" gridò Starbucks "non è troppo tardi, nemmeno ora, il terzo giorno per desistere. Guarda Moby Dick non ti cerca. Sei tu, sei tu che come un folle cerchi lui."

    Contro di te io sto per infrangermi, o balena che tutto distruggi ma nulla vinci; fino all'ultimo ti combatto; dal cuore dell'inferno ti vibro colpi di pugnale; e in nome del mio dio ti sputo addosso il mio ultimo respiro. Affondino tutte le bare e tutti i carri funebri in un unico gorgo! E poiché a me non spetteranno, che io venga agganciato e fatto a pezzi mentre ancora ti do la caccia, benché legato a te, maledetta balena! Così io scaglio il mio rampone!


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  • Akimina
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    altolà al mattarello! è vietatissimo per la focaccia!
    in compenso il pavimento della cucina è ben imbiancato di farina. com'è che sono così disordinata?

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  • Vaniglia
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    Adri saperti cosparsa di farina col mattarello in mano mi riempie di gaudio e delizie.

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  • Vaniglia
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  • Akimina
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    è andata a finire che ho impastato la focaccia

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  • Akimina
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    da nè qui nè altrove

    L'attenzione è una virtù morale. Essere attenti significa essere giusti con se stessi e con gli altri.

    Di paura e di coraggio che se non vanno insieme non valgono niente. Nè l'na nè l'altro.

    La focaccia è una delle cose più buone al mondo. Mi trattengo dal dire che la più buona per mantenere un minimo di prospettiva e per evitare il delirio campanilistico. [...] Anche se la vera focaccia è quella con pomodori, olive, bordi bruciacchiati e basta. [...]
    A differenza di molte cose buone, che sono scarse e spesso costose, la focaccia, a Bari, si trova ovunque ci sia un panificio. Cioè ovunque, e tutti se la possono comprare.
    La focaccia, a Bari, è una metafora dell'uguaglianza e uno dei pochi simboli (fra questi, degne di nota anche le cozze crude [bleaaaaah, ndA]) in cui i baresi riconoscono la loro identità collettiva.

    Chi lo sa quanto i nostri ricordi dipendono dal ricordo e quanto invece dalla fantasia e dal nostro bisogno di confortarci. Con le bugie, con le illusioni, con le storie.

    Lui probabilmente aveva ragione, e quei momenti erano stati davvero perfetti, per lui. O invece magari, pensai come per una rivelazione improvvisa, erano stati perfetti anche per me e io non me n'ero accorto, e avevo semplicemente lasciato che passassero. Quest'ultimo pensiero mi diede un principio di panico. Se quell'intuizione era giusta, mi ero lasciato scivolare la vita davanti, senza accorgermene.

    Quella è stata una delle poche volte nella mia vita in cui sono stato perfettamente felice, e me ne sono accorto mentre succedeva.

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  • grey21
    replied
    Da Yellow Bird di Kevin Powers:

    Ero diventato una specie di invalido. Erano miei amici, giusto? Perché non entravo in acqua e andavo da loro? Che cosa gli avrei detto? "Ehi come va?" mi avrebbero chiesto. E io avrei risposto: "Come se mi stessero divorando da dentro, ma non posso dirlo a nessuno, perché tutti mi sono così grati e io, non so, mi sentirei un ingrato. O forse rischierei di rivelare che non merito nessuna gratitudine, anzi, dovrebbero odiarmi tutti per quel che ho fatto, invece mi voglio bene, e questo mi sta facendo impazzire". Come no.
    O forse avrei dovuto dirgli che volevo morire, ma non nel senso di buttarmi da quel ponte lassù, più come se volessi addormentarmi per sempre, perché non si rimedia al fatto di aver ucciso delle donne, o di aver guardato uccidere delle donne, o di aver ucciso degli uomini e avergli sparato alle spalle, e poi aver sparato ancora, più di quel che serviva per ucciderli, e a tratti sembrava di voler uccidere tutto ciò che vede, perché era come se ti colasse dell'acido nell'anima, e a un certo punto la tua anima non c'era più, e tu sapevi, perché da sempre te l'avevano insegnato, che non c'era modo di rimediare a ciò che stavi facendo, te lo ripetono da tutta la vita, ma adesso perfino tua madre è tutta contenta e fiera che tu abbia allineato il crocicchio del mirino e abbattuto delle persone, persone che poi non si rialzavano più, e sì, magari anche loro stavano cercando di ammazzarti, per cui che ci vuoi fare?, però alla fine non conta, perché hai fallito nella sola cosa buona che potevi fare, è morta l'unica persona che avevi promesso sarebbe sopravvissuta, e hai visto ogni cosa morire in più modi di quelli che vorresti ricordare, e per un po' tutto questo ti ha devastato l'anima, come un ***** di schifo profondo che all'inizio nemmeno ti accorgevi che c'era, finché a un certo punto soltanto gli animali ti intristivano, quei cani come gusci vuoti pieni di esplosivi e vecchie cartucce e le loro ***** di budella e tu adesso vai in giro e quell'odore è dentro di te e pensi come può prendere fuoco così il metallo?, e da dove ***** viene tutta questa immondizia?, e perfino ora che sei a casa ogni tanto ne senti una zaffata e a un certo punto quella cosa che ti sei accorto stava volando via non c'è più, e adesso è tutto ribaltato, come se avessi raschiato il fondo della tua anima trovando però qualcosa di più integro e profondo da scavare, preché tutti sono così schifosamente felici di vedere te, l'assassino, il fottuto complice, il depositario di qualche ***** di responsabilità minima, e tutti che vogliono darti pacche sulle spalle, e tu che a un certo punto hai solo voglia di dare fuoco a tutto il ***** di paese, vorresti bruciare ogni fottuto fiocchetto giallo che vedi, e non lo puoi spiegare, ma è come un grande "Vaffan****", e però sei stato tu a voler firmare, per cui in effetti è solo colpa tua, ci sei andato di proposito, quindi alla fine sei fottuto due volte, e allora perché non trovarsi semplicemente un angolino dove stendersi e morire, e che sia una cosa il più indolore possibile, perché alla fine sei un vigliaccio e la verità è che in questo casino ci sei finito per vigliaccheria, perché volevi fare l'uomo e gli altri ti prendevano in giro e ti spintonavano alla mensa e nei corridoi del lieco perché a te piaceva leggere i libri e le poesie e qualche ti davano del f****o e davvero, nel profondo, tu sai che sei andato perché volevi fare l'uomo e questa cosa ora non succederà mai più, e sei troppo vigliaccio per fare l'uomo davvero e ammazzarti, e allora perché non cercare un bell'angolino e aspettare lì, soffrendo il meno possibile, aspettare solo di addormentarsi e non svegliarsi mai più e vaffan***o a tutti quanti.

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