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[CICLISMO] Lance Armstrong: ritirati i 7 tour consecutivi vinti

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    [CICLISMO] Lance Armstrong: ritirati i 7 tour consecutivi vinti

    "Non ha posto nel ciclismo"
    Tolti i 7 Tour di Armstrong
    Il presidente dell'Uci Pat McQuaid: "Riconosciamo le conclusioni dell'Usada, grazie a tutti quelli che hanno contribuito a smascherare l'inganno". Da oggi nell'albo della Grande Boucle si apre una voragine e gli organizzatori gli chiedono di restituire i premi

    Dopo l'Usada, l'agenzia antidoping americana, ecco l'Uci. La decisione è comune: via tutti i titoli di Lance Armstrong conquistati dal 1° agosto 1998 al 2005. Ciò equivale a un buco nell'albo d'oro del Tour de France, che resterà vuoto nelle caselle relative agli anni compresi tra il 1999 e il 2005. Al riguardo, l'Uci deciderà venerdì se i relativi podi saranno riassegnati, anche se la direzione della corsa francese ha già espresso il desiderio di lasciare vacanti le relative caselle. L'agenzia antidoping statunitense ha già emesso la sua sentenza il 23 agosto: radiazione "per il sistema doping più sofisticato della storia dello sport".

    "Lance Armstrong non ha posto nel ciclismo. Merita di essere dimenticato". Le parole di Pat McQuaid sono l'ultima condanna. A meno di due settimane dall'arrivo nei suoi uffici del dossier Usada, il presidente dell'Uci conferma la squalifica a vita dell'ormai 41enne ex corridore texano e la cancellazione di tutti i risultati ottenuti dall'1 agosto 1998 in poi, comprese le sette vittorie al Tour de France. A convincere l'Uci le testimonianze e, soprattutto, le prove del "più sofisticato, professionale e vincente programma di doping che lo sport abbia mai visto" messo su da Lance Armstrong e dalla US Postal, queste le parole dell'Usada nel dossier di oltre mille pagine. Una documentazione enorme, con 26 deposizioni - 15 di corridori -, ma anche "prove dirette come pagamenti, email, dati scientifici, test in laboratorio che dimostrano l'uso, il possesso e lo spaccio di sostanze dopanti da parte di Armstrong". "Non faremo ricorso al Tas e ratificheremo le sanzioni, l'Uci squalificherà Armstrong e lo priverà delle sue sette vittorie al Tour de France", la conferma arriva da McQuaid, che non ha intenzione di dimettersi e che ricorda come abbia sempre posto come priorità la lotta al doping. "All'epoca - riferendosi agli anni dal '99 al 2005 - i mezzi a nostra disposizione erano molto più limitati rispetto a quelli che abbiamo oggi. Mi dispiace se non siamo stati nelle condizioni di prendere ogni dopato e buttarlo fuori dal ciclismo".

    CAMBIARE CULTURA — McQuaid non nega che nel ciclismo esista "una cultura del doping, ma sono sicuro che si possa cambiare, come dimostrano le parole di Wiggins e Gilbert". Casi come quello di Armstrong, secondo il presidente dell'Uci, dimostrano inoltre come "le forze dell'ordine siano fondamentali nel lavoro congiunto con le Federazioni. È la polizia a intraprendere operazioni e interventi fondamentali nella lotta al doping. Poi tra il 2000 e il 2001 pochi governi avevano leggi contro il doping ma le cose sono cambiate".

    LA FINE DEI TITOLI DI ARMSTRONG — Rinviata alla riunione di venerdì ogni decisione su come comportarsi in merito ai premi in denaro di Armstrong in carriera e su che fine faranno i titoli revocati. L'ex fuoriclasse di Austin, oltre alle già citate sette vittorie al Tour, perderà un Giro di Svizzera (2001), due Criterium del Delfinato (2002, 2003), il GP Midi Libre (2002), il Rheinland-Pfalz Rundfaht (1998), un Giro di Lussemburgo (1998), un Giro della Georgia (2004), due tappe alla Grand Boucle, altrettante al Giro di Svizzera e 4 affermazioni al Delfinato. A tutto questo si aggiungerà quasi certamente la restituzione del bronzo olimpico vinto nella crono ai Giochi di Sydney 2000, decisione però di competenza del Cio. Armstrong, messo sotto accusa da numerosi suoi ex compagni, ha sempre proclamato la sua innocenza, accusando l'Usada di caccia alle streghe, e resta da vedere se anche adesso rinuncerà a difendersi, come accaduto lo scorso agosto con l'agenzia statunitense, o se porterà il suo caso al Tribunale di Losanna.

    DAL TOUR "Lo scandalo Armstrong è una crisi mondiale - ha detto il direttore del Tour de France, Christian Prudhomme -. L'Uci deve prendere consapevolezza. Questa è una crisi mondiale, la vicenda Armstrong tocca tutto il mondo, non solo la Francia", ha aggiunto Prudhomme, sottolineando poi che il texano deve anche restituire i premi in denaro delle sue vittorie.

    GIORNO IMPORTANTE — "È un giorno importante per il ciclismo, che ha attraversato un momento molto difficile e lo sta ancora attraversando", il pensiero di McQuaid che strappando le pagine di storia scritte dal texano, prova a guardare avanti con fiducia: "Il mio messaggio per corridori, sponsor e tifosi è che il ciclismo ha un futuro. Il cammino comincia da oggi, un caso come quello di Armstrong non accadrà mai più".

    Fonte: Gazzetta.it
    Fino al giorno in cui mi minacciarono di non lasciarmi più leggere, non seppi di amare la lettura: si ama, forse, il proprio respiro?

    #2
    Passa proprio la voglia di seguire certi sport quando si leggono notizie di questo tipo.
    Che il ciclismo sia lo sport del doping per eccellenza è nota a tutti ma arrivare al punto di truccare tutte queste gare. Non voglio accusare Armstrong ma credo che l'Usada abbia tanto di prove per essere giunta a questa conclusione. Chi ci perde purtroppo è uno sport che sarebbe anche interessante da praticare e da seguire e che di fronte a notizia del genere si trova quasi di fronte a una morte annunciata. Speriamo con relativa resurrezione.
    Fino al giorno in cui mi minacciarono di non lasciarmi più leggere, non seppi di amare la lettura: si ama, forse, il proprio respiro?

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      #3
      vergognoso

      oppaccia sei una zecca fastidiosa e irritante, ti detesto!ADDIO!!!! episodio 6282: la broccola offre prestazioni sessuali in cambio di favori

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        #4
        Io mi ricordo che, quando ero più piccino, vedevo le gare del tour con mio nonno e ti fogavi seguendolo seppur passivamente. Quindi non oso immaginare cosa significhi per chi ha cominciato ad amare questo sport, nel senso di praticarlo..quanti sogni infranti! Sono sempre più convinto che lì , se non ti doppi, non vai avanti. Gli ultimi grandi "campioni" sono stati trovati quasi tutti positivi al doping...
        Fino al giorno in cui mi minacciarono di non lasciarmi più leggere, non seppi di amare la lettura: si ama, forse, il proprio respiro?

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